Perchè il Qe3 sarebbe un danno per l'economia Usa?

di 17.09.2012 7:27 CEST
Marc Faber
L'Investment Guru in un evento Reuters

Il Qe3, atteso quanto inaspettato evento per gli operatori finanziari di tutto il mondo. Ancor prima di essere annunciato, si è fin da subito rivelato argomento principe delle discussioni in ambito economico-finanziario, dividendo gli operatori e gli economisti tra favorevoli al Qe3 e contrari. La diatriba tra sostenitori del Qe3 e oppositori è nota sin dai tempi del Qe2. I sostenitori delle politiche di allentamento quantitativo, generalmente vedono nella nuova moneta la salvezza, per lo meno momentanea, dell'economia con una conseguente ripresa dei corsi azionari. Gli oppositori, generalmente sostengono che la nuova moneta stampata è "droga per il sistema" in quanto i prezzi non sono influenzati dalle dinamiche di mercato, bensì da un programma indotto dall'esterno, il che andrebbe a creare i presupposti per un malfunzionamento o uno schock del sistema in futuro.

Perchè un Qe3 sarebbe dannoso per l'economia Usa?

Prima di tutti, a parlare è nientemeno che l'agenzia di rating indipendente Egan-Jones, la quale sostiene che questo nuovo programma di allentamento quantitativo provocherà una diminuzione del valore del dollaro, l'aumento dei prezzi delle materie prime (come il petrolio) e una riduzione del potere d'acquisto dei consumatori americani. 

Un altro oppositore del programma siglato Fed, è il noto investitore e imprenditore Marc Faber. Faber afferma che i "money printers" (coloro che stampano moneta) sono i responsabili della crisi. Ai microfoni di Cnbc, Faber sostiene che, se si continua a stampare moneta e si promuovono politiche monetarie accomodanti, gli Usa non affronteranno un "Fiscal Cliff", bensì un "Fiscal Grand Canyon". In sostanza, se con il Fiscal Cliff c'è pericolo di recessione per gli Usa, con un "Fiscal Grand Canyon" (così coem definito da Faber) il rischio recessione Usa diverrebbe una certezza. 

 

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