Perché Renzi caccia Lupi, ma si tiene ben 5 sottosegretari indagati?

di 23.03.2015 10:05 CET

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi alle 10 di stamane si è recato al Quirinale per indicare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le proprie intenzioni su come riempire le caselle vuote all'interno dell'esecutivo.

La poltrona Infrastrutture - Trasporti, dopo le dimissioni di Lupi, verrà occupata, ad interim, dallo stesso Renzi. Incarico che manterrà presumibilmente per un breve periodo. L'Expo 2015 bussa alle porte e in una situazione di oggettivo disagio, c'è bisogno di un ministro che si dedichi completamente al tema. In pole resta il sottosegretario Graziano Delrio, ma non è esclusa l'ipotesi di spacchettare il Ministero e affidare Infrastrutture e Trasporti a due diversi dicasteri.

L'altra casella da riempire è quella degli Affari Regionali, dopo le dimissioni (settimane fa) di Maria Carmela Lanzetta (PD). Al suo posto probabile la nomina di Gaetano Quagliariello (NCD), con il partito di Alfano che tornerebbe di nuovo ad occupare tre Ministeri, oltre a Interni e Sanità.

Sul tavolo resta la questione inquisiti, ben cinque fra i sottosegretari del governo: Giuseppe Castiglione del NCD (abuso d'ufficio, struttura di accoglienza immigrati a Mineo, in Sicilia) Davide Faraone del PD (peculato, inchiesta spese pazze in Sicilia), Umberto Del Basso De Caro del PD (peculato, inchiesta spese pazze in Campania, ma il PM ha richiesto l'archiviazione), Vito De Filippo del PD (peculato, inchiesta spese pazze Basilicata. Già condannato dalla Corte dei Conti con altri 21 politici lucani a risarcire 196mila euro), Francesca Barraciu del PD (peculato, inchiesta spese pazze Sardegna).

Alla lunga lista di sottosegretari inquisiti va aggiunta anche la citazione in giudizio da parte della Corte dei Conti del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, a cui viene contestato un danno erariale di 420mila euro che sarebbe stato provocato ai tempi in cui era il rettore dell'Università per stranieri di Perugia.

Le dimissioni del non indagato Lupi hanno fatto tornare di moda l'argomento inquisiti in seno all'esecutivo, un problema che non è mai stato tale per Renzi dato che dal febbraio 2014 ad oggi solo Faraone è una 'new entry', mentre tutti gli altri sono entrati nella squadra di governo già da inquisiti.

Ad accendere la miccia è stato proprio il NCD, che forse ha dimenticato di avere anche il suo Castiglione tra i sottosegretari indagati, infastidita dalle pressioni esercitate dal premier nei confronti di Lupi, le cui dimissioni sono state tutt'altro che spontanee.

Dato il clamore mediatico della vicenda Lupi-Infrastrutture, Renzi avrebbe anche messo mano alla squadra di governo sostituendo gli indagati, completando un rimpasto di governo che lo stesso Presidente del Consiglio rinvia ormai da tempo. Ma così facendo si sarebbe esposto alla richiesta di una verifica parlamentare da parte del Quirinale, un Renzi-bis che deve passare da due pericolosi voti di fiducia (Camera e Senato) e che il premier ora non si sentirebbe in grado di affrontare. Da qui il richiamo, arrivato da più parti nel PD, sul 'garantismo' del governo