Polizia boliviana in sciopero: per Morales si rischia il colpo di stato

  | 26.06.2012 13:22 CEST
Il presidente boliviano Evo Morales
Il presidente boliviano Evo Morales

E' braccio di ferro fra il presidente boliviano Evo Morales e la polizia. Ieri, per le strade della capitale La Paz, migliaia di poliziotti sono scesi in sciopero: molti di loro avevano il volto coperto ed erano armati, chi con le armi di ordinanza, chi con i fucili per lanciare i lacrimogeni. Lacrimogeni che, di fatto, sono stati impiegati per disperdere una manifestazione di sostenitori di Morales radunatasi per esprimere appoggio al presidente.

Morales si è detto, infatti, preoccupato dell'evolversi della situazione paventando, addirittura, il rischio di un colpo di stato e, per questa ragione, ha schierato l'esercito a difesa del palazzo presidenziale. Non è la prima volta che in America Latina si assiste a questo tipo di scenario: pochi mesi fa nello stato di Bahia, in Brasile, i poliziotti si erano rivoltati contro il governo brasiliano dichiarando uno sciopero che aveva avuto come conseguenza immediata un incremento vertiginoso di crimini e omicidi in città come Salvador.

Lo scorso giovedì un gruppo di poliziotti boliviani aveva occupato un commissariato di polizia di La Paz spalleggiati dalle proprie mogli: i dirigenti presenti nella caserma erano stati fatti allontanare e i poliziotti in sciopero avevano chiesto un aumento di salario del 70%. Il giorno dopo la protesta si è allargata ad altre città come Santa Cruz, Cochabamba e Oruro: un gruppo di agenti si è spinto fino ad attaccare la sede dei servizi segreti dando fuoco a computer e documenti.

Secondo varie fonti gli agenti in sciopero starebbero cercando di accumulare armi e di convincere altri reparti ad unirsi alla protesta, indiscrezione che ha fatto salire ancora di più la tensione nel Paese. Negli ultimi giorni sembrava si fosse giunti ad un accordo quando, rappresentanti dei poliziotti in protesta, avevano incontrato il ministro dell'Interno Carlos Romero e discusso una bozza d'accordo che prevedeva aumenti del 7%: ma dopo le trattative lo zoccolo duro della protesta aveva fatto sapere che non avrebbe accettato l'accordo e che avrebbe continuato la protesta inasprendone le modalità.

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