Poste, ENEL, Ferrovie, il governo accelera sulle "privatizzazioni": per migliorare i servizi o solo per fare cassa?

di 21.11.2014 16:02 CET
Renzi Padoan
Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan Reuters

Ogni Governo nel momento del bisogno economico pensa alle privatizzazioni. Anche il governo Renzi non è immune da questa tentazione e a breve ci dovrebbero essere le prime privatizzazioni (anche se il termine è improprio). Un modo per fare cassa senza incidere sui cittadini, quindi non possiamo che essere d'accordo, ma bisogna fare attenzione a non farsi trasportare troppo dalla voglia di fare cassa e quindi cedere asset fondamentali dello Stato. Vediamo quali sono le privatizzazioni imminenti.

ENEL. L'ENEL è la più grande azienda elettrica italiana, ex monopolista fino alla liberalizzazione del mercato elettrico avvenuta nel 1999. Attualmente lo Stato detiene il 31,2% del pacchetto azionario e l'intenzione è cederne il 5%, scendendo quindi al 26,2% e perdendo (solo teoricamente) il controllo sull'assemblea degli azionisti. Si attende solo il "momento buono" per vendere: dai massimi di giugno, infatti, le azioni ENEL hanno perso il 15%, ma potrebbe esserci un rimbalzo che permetterebbe al governo di centrare l'obiettivo di ricavare almeno 2 miliardi di euro da questa operazione.

POSTE. Le Poste Italiane sono una società per azioni controllata al 100% dal Ministero dell'Economia, ed attualmente non sembra prossima una cessione completa, né tanto meno del pacchetto di controllo. Ciò comunque non significa che non ci si possa aprire a capitali privati e l'intenzione è proprio questa: cedere il 40% del pacchetto azionario. Le poste sono una realtà chiaramente diversa rispetto all'ENEL e la cessione del 40% in proporzione frutterà molto meno: l'obiettivo è ricavarne almeno 4 miliardi.

FERROVIE. Discorso simile a quello delle Poste: anche in questo caso la cessione ai privati di una quota azionaria non deve essere visto come un sacrilegio, anche se la soluzione da preferire dovrebbe essere lo scorporo della Rete, da lasciare in mano allo Stato, e la cessione al mercato del resto. Nulla di tutto questo accadrà: la quota di cui si parla è del 40% e si spera possa fruttare almeno 5 miliardi.

ENAV e SACE. L'ENAV è la società che controlla e gestisce il traffico aereo civile in Italia, mentre la SACE è un gruppo assicurativo-finanziario che aiuta le aziende italiane nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all'estero. Entrambe le società sono al 100% statali e di entrambe è in programma una cessione delle quote azionarie, al momento non si sa l'esatta percentuale, ma è probabile che sia del 40%, come per le poste e le ferrovie

Lo Stato detiene partecipazioni anche in altre società e non è escluso che si possano fare ulteriori privatizzazioni, oltre a quelle già programmate. Bisogna poi anche vedere se ci sono privati intenzionati ad investire in settori come quello ferroviario e postale, settori da sempre criticati che andrebbero quanto meno ripensati in alcuni dei servizi che offrono, al fine di andare verso l'eccellenza e non ristagnare nella mediocrità.

Anche se l'obiettivo è fare cassa a tutti i costi, sarebbe meglio pensare al futuro di certi settori, aprendoli alla concorrenza e alle liberalizzazioni in modo da ottenere guadagni di efficienza a beneficio dei cittadini. Pure sotto Renzi, dunque, il verso non cambia: lo Stato mantiene il controllo dei campioni statali, e proprio per questo, probabilmente, molte delle vendite non raggiungeranno l'obiettivo sperato.