Potenze militari a confronto: vincono gli Stati Uniti, ma presto potrebbero perdere il primato

di 25.03.2014 13:27 CET
Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel
Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel Reuters

Gli Stati Uniti sono la più grande potenza militare del mondo. A dare conferma di questa notizia di cui si aveva già il sentore è stata la pubblicazione del Global Firepower (GFP), un indice che misura la forza militare di un governo in base a 50 indicatori come il personale, l'accesso alle risorse, il bilancio della difesa e la posizione geografica. In totale, sono stati presi in considerazione 106 Paesi.

Con uno stanziamento di 612,5 miliardi di dollari e 2,2 milioni di uomini impiegati, Washington si aggiudica un punteggio di 0,2208, laddove 0 è il punteggio massimo e 1 quello minimo. Come previsto, segue la Russia, con 76,6 miliardi stanziati, 3,1 milioni di uomini e un punteggio di 0,2355. Il terzo gradino del podio è andato alla Cina, seguita da India e Regno Unito. L'Italia si aggiudica comunque un'onorevole 12esima posizione, con un punteggio di 0,5991.

Bisogna però considerare che il GFP non tiene conto delle capacità nucleare di un Paese (difatti, per esempio Israele è giunta 11esima, Pakistan 15esima e la Corea del Nord addirittura 35esima), ma solo delle potenziali capacità belliche di ogni Paese attraverso le forze terrestri, marittime e aeree.

Tuttavia, non è detto che nel lungo periodo gli Stati Uniti possano mantenere questa egemonia. Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha annunciato la riduzione dell'esercito americano ai livelli di 74 anni fa, dunque antecedenti a quelli della Seconda guerra mondiale. Secondo i piani del Pentagono, l'esercito dovrebbe passare da 522mila a massimo 450mila soldati, diverse basi chiuderanno i battenti e gli aerei A-10, assieme agli storici U-2, andranno in pensione.

Motivo? Secondo il segretario è necessario ridimensionare i bilanci rispetto al passato, soprattutto perché, dopo le guerre in Afghanistan e Iraq, gli Usa non hanno intenzione di impegnarsi in lunghi conflitti che prevedono lo schieramento di molte truppe di terra. Inoltre, a causa di minacce meno prevedibili e più flessibili, gli Stati Uniti vogliono concentrarsi sullo sviluppo di nuove tecnologie e sui nuovi centri di potere.

Una scelta che è stata parecchio criticata, soprattutto in un momento in cui, abbiamo visto, la Russia avanza velleità espansionistiche nei confronti dei vicini Paesi dell'Est Europa. Inoltre, molti rimproverano al Pentagono di spendere denaro per attrezzature militari, armamenti e forniture senza avere però un numero sufficiente di militari che le possa utilizzare.

I tagli militari Usa si inseriscono all'interno delle politiche militari che Obama porta avanti dal 2009 e che prevedono tagli alla difesa a favore di maggiori fondi per programmi nazionali. Con il recente accordo di bilancio del Congresso, a partire dal 2016 ci saranno nuovi tagli alla difesa, previsti in 600 miliardi di dollari per i prossimi dieci anni.

Dunque, la storica supremazia di Washington come potenza militare mondiale potrebbe presto venir meno e a dirlo è stato lo stesso Hagel: "Stiamo entrando in un'era in cui il dominio americano sui mari, nei cieli e nello spazio non può più essere dato per scontato".