Povertà e reddito di inclusione (REI): ecco cosa prevede la legge delega e come ricevere fino a 400 euro al mese

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Una donna in un supermercato. Reuters

Si chiama reddito di inclusione (REI) lo strumento di contrasto alla povertà ideato dal Governo per le famiglie in difficoltà che potranno beneficiare di un sostegno fino a 400 euro al mese se rientreranno nella platea di beneficiari individuati dalla legge.

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La legge delega contro la povertà è infatti stata approvata giovedì 9 marzo dal Senato. Il testo prevede una serie di regole e di paletti che verranno posti alla base dei futuri decreti attuativi che il Governo dovrà emanare e che entreranno in vigore subito, senza dover nuovamente passare per la navetta parlamentare. Parlando in parole povere: l’ok di Palazzo Madama dà all’Esecutivo le basi per legiferare e adottare delle misure che diventeranno applicabili nei prossimi mesi, se non nelle prossime settimane.

Ma la legge contro la povertà, non prevede solo l’arrivo del reddito di inclusione, che tra l’altro andrà a sostituire il Sostegno per l’inclusione attiva in vigore dallo scorso novembre, ma anche una serie di misure in base alle quali verranno riordinate le prestazioni assistenziali e rafforzato il coordinamento dei servizi socio-sanitari. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti in arrivo.

Reddito di inclusione (REI): che cos’è e come funziona

Il Rei è una misura di sostegno di carattere universale destinata ai cittadini e ai nuclei familiari che versano in condizioni di povertà ed esclusione sociale. Passando dalla teoria alla pratica, il reddito di inclusione altro non è che un aiuto economico mensile, di importo variabile (dai 320 ai 400 euro circa al mese) che le famiglie potranno ricevere a condizione che abbiano un ISEE pari o inferiore ad una determinata soglia fissata dal Governo. Su questa soglia non c’è ancora una certezza, ma in base alle aspettative non dovrebbe superare i 3.000 euro al mese. Per poter ricevere i soldi, il capofamiglia dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa messo in campo da Comuni e Regioni.

Reddito di inclusione (REI): chi potrà riceverlo

Come detto in precedenza, il reddito di inclusione sostituirà il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) in vigore dallo scorso novembre ed erogato, ad oggi, a 70mila famiglie.

In base alle aspettative, la platea di beneficiari del REI dovrebbe arrivare, entro 12 mesi, a circa 400mila nuclei familiari. Complessivamente la misura riguarderà dunque 1 milione e 700mila persone cui saranno destinati 2 miliardi di euro per il 2017 (in parte provenienti da fondi europei) e 2,2 miliardi nel 2018. La platea individuata corrisponde, in base ai dati ISTAT, ad un quarto dei 4,6 milioni di persone che si trovano in condizioni di povertà.

Da sottolineare che, in aggiunta ai fondi UE, parte delle risorse deriverà dal riordino delle altre prestazioni assistenziali tra cui la social card per anziani e minori e l’assegno di disoccupazione (ASDI).

Reddito di inclusione (REI): le condizioni per ricevere i 400 euro

Ma la soglia ISEE non sarà l’unica condizione richiesta per poter accedere al beneficio. Come detto, il capofamiglia dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale.

Secondo le aspettative, tra le condizioni poste ci saranno l’essere residenti italiani da un certo periodo di tempo.

Avranno la priorità le famiglie con minori o componenti affetti da disabilità, donne in stato di gravidanza e disoccupati over 55.

REI: modalità e durata

Sarà il decreto attuativo, che in base a quanto riportato dal Sole 24 Ore dovrebbe essere operativo entro l’estate, a definire sia la durata che le modalità di rinnovo del finanziamento che in ogni caso dovrebbe essere effettuato ogni due mesi. Per quanto riguarda il valore, il calcolo dovrebbe basarsi sulla differenza esistente tra il reddito del nucleo familiare e la soglia di povertà.

Nel caso in cui venissero confermati i parametri stabiliti per il SIA, la durata potrebbe essere pari ad un anno, con sei mesi successivi di stop prima di poter effettuare la richiesta per poter nuovamente usufruire del beneficio.