Power Rangers film: la recensione. I liceali che devono salvare il Mondo

di @LucaMarra 06.04.2017 19:29 CEST
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I nuovi Power Rangers Leone Film Group

Power Rangers, il film: da oggi 6 aprile 2017 è al cinema il film dei Power Rangers, i supereroi teen ager tanto amati da quella generazione cresciuta con la tv, negli anni Novanta. Proprio all’epoca andava in onda, anche in Italia, il telefilm che li ha resi famosi originando anche il primo lungometraggio, uscito nel ‘95, e altre stagioni per il piccolo schermo. La storia è quello di un gruppo multietnico di liceali che oltre ad avere il pensiero di compiti, test e primi amori ha la responsabilità di salvare il mondo guidato da Zordon e l’androide Alpha 5.

La trama del film dei Power Rangers del 2017 mantiene gli stessi nomi del telefilm di successo. Nella cittadina di Angel Grove c’è Jason (Dacre Montgomery) un ragazzo in conflitto col padre. A causa delle sue bravate viene costretto a frequentare un corso speciale il sabato pomeriggio, e lì che conoscerà Kimberly (Naomi Scott), Billy (R.J. Cyler) genio dell’informatica che soffre di autismo, la misteriosa Trini che non riesce del tutto a esprimere la propria personalità. Insieme a Zack troveranno alcune monete dal potere abnorme, verranno catapultati dunque in una sorta di “Sottomondo” con Zordon, ex Red Ranger ora bloccato nel Giurassico e Alpha 5. I due addestreranno i cinque ragazzi a diventare dei Ranger per salvare Angel Grove dalla minaccia di Rita Repulsa (Elizabeth Banks) ora risvegliatasi dopo millenni di sonno. Il suo obiettivo è distruggere il mondo e costruirne uno tutto suo. Il trailer del film Power Rangers.

Diretto da Dan Israelite al suo secondo lungometraggio, Power Rangers è l’ennesimo adattamento da un grande franchise, il percorso che segue è fatto di innovazioni, visive, mantenendo la tradizione del suo pubblico. È diretto a dei teen ager e non  si dà (tante) arie da adulto. Questo è al contempo un pregio e un difetto del film che ingloba anche due grandi nomi di Hollywood: Bryan Cranston ed Elizabeth Banks affiancati ad un cast di giovanissimi e promettenti.

Visivamente i Power Rangers sorprendono con una regia e una fotografia iperrealista ben studiata e ragionata. Pensiamo alle sequenze concitate con gli stunt tutte giocate con tagli di inquadratura dinamici, un po’ da Action Cam, e che catapultano lo spettatore nell’azione dal punto di vista più vicino, una soluzione a cavallo tra cinema e videogioco in prima persona. Israelite sa poi alternare lo stretto all’ampio di campi lunghi che ci mostrano il gruppo e i paesaggi mozzafiato. La sceneggiatura comincia anche col piede giusto, quello dell’originalità mostrando il lato ludico dei superpotere e proponendo una parte comica davvero divertente. Però il film pur volendo rimanere teen cerca anche altro: il problema arriva quando a questa storia si cerca di dare una sorta di profondità. La sigla italiana di Power Rangers.

Power Rangers inanella tanti temi senza mai indossarne uno completamente. Gli adolescenti problematici, le difficoltà della crescita, il conflitto generazionale, si sfiorano anche questioni più delicate come bullismo e omosessualità ma si sfiorano, appunto. Lo spettatore cinefilo un po’ più smaliziato poi si divertirà a riconoscere quanto c’è di già visto nella costruzione del film dei Power Rangers. Sulla dinamica di gruppo incombe il bel Chronicle di qualche anno fa e il The Amazing Spider-Man di Marc Webb, Pacific Rim e Transformers sul piano degli scontri tra robot, Rita Repulsa è una sorta di Incantatrice tra Suicide Squad e il look elfico de Il Signore degli Anelli. L’impostazione della parte “drammatica” ha il sapore del bel Breakfast Club di John Hughes ma senza lo stesso sentimento. Insomma è tutto un po’ frullatone, gradevole, ma pur sempre frullatone in una muscolosa Computer Grafica.

Potremmo passarci anche sopra su questo aspetto se non fosse per una durata eccessiva, per il tipo di film, che provoca un problema non di poco conto. Power Rangers si dilunga troppo sulla parte di training, tipico in film sui supereroi, cioè l’addestramento e l’atteso momento della trasformazione è troppo troppo ritardato. I momenti dedicati al loro rendersi conto dei superpoteri sono eccessivamente dilatati e questo genera noia. Resta comunque un film gradevole ma con molti limiti, l’effetto Nostalgia è mitigato per i più grandi, ai giovanissimi probabilmente la visione andrà meglio.

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