Premier League, con Brexit metà dei giocatori col permesso di soggiorno

Regno Unito e Unione Europea
Bandiere del Regno Unito e dell'Unione Europea Reuters/Neil Hall

La possibile uscita del Regno Unito dall'Unione Europea potrebbe creare parecchi disagi alla Premier League. Con Brexit circa 400 giocatori perderebbero il diritto di giocare nel Regno Unito ed avrebbero bisogno di un permesso di soggiorno. Attualmente tutti i giocatori comunitari possono giocare nei club senza alcuna restrizione con il solo permesso di lavoro, mentre i giocatori extra comunitari devono rispettare le norme imposte dal Ministero degli Interni inglese, tra cui la più importante è quella di far parte della nazionale del loro paese d'origine.

Con l'uscita di Londra dalla UE, nelle quattro maggiori serie calcistiche del Regno Unito, ovvero Premier League e Championship inglesi e il corrispettivo scozzese, ci sarebbero secondo Ansa almeno 323 giocatori che non rientrando nei parametri, diventerebbero non utilizzabili dai rispettivi club. Al momento le squadre che patirebbero di più Brexit sono Aston Villa, Newcastle e Watford, che perderebbero un'intera squadra, 11 elementi delle proprie rose. Analogo il problema anche nella colonia britannica di Gibilterra, nella Serie A militano molti spagnoli e portoghesi.

Secondo quanto detto dal procuratore Rachel Anderson ad Ansa: "Più della metà dei calciatori della Premier League avrebbero bisogno del permesso di soggiorno. Nel breve periodo l'impatto sarebbe forte, ma nel lungo periodo si può replicare che i club sarebbero costretti a puntare sui talenti nazionali". Non è certo che il fenomeno possa favorire le squadre britanniche, molti dei talenti attualmente titolari in Premier, nei maggiori club, vengono dall'estero e puntare solo su giocatori del Regno Unito alla lunga potrebbe allontanare dagli standard della Champions.

Ci sarà pure un motivo se l'Atletico Bilbao che schiera esclusivamente giocatori spagnoli, spesso di origini basche, da anni, non ha mai disputato una finale europea (Champions League, Europa League) e non vince lo scudetto o la coppa del Re dal 1984. Una chiusura troppo drastica può non essere un bene nel calcio. Nel referendum del 23 giugno i britannici voteranno la permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea, sembra proprio che l'impatto della decisione inciderà pesantemente sul mondo del calcio d'oltremanica. Un motivo in più per rifletterci bene.