Presentazione simboli: 'clonate' le liste di Grillo, Monti e Ingroia

  | 11.01.2013 13:17 CET
Elezioni
Immagine di repertorio

Il timore espresso ieri da Beppe Grillo, vale a dire che qualcuno potesse 'inflitrarsi' e rubare il simbolo del Movimento Cinque Stelle nel giorno della presentazione delle liste al Viminale, è diventato realtà. Problema simile per Mario Monti e Antonio Ingroia.

I vari gruppi erano in fila da giorni con i rappresentanti che si davano il cambio per non perdere la precedenza. Nella tabella affissa al Viminale al secondo posto c'è il Movimento Cinque Stelle, ma non è quello di Beppe Grillo. Il simbolo è praticamente identico a quello del leader genovese, c'è solo qualche differenza cromatica. L' originale con la scritta Beppegrillo.it è al numero sei. "Come è possibile? chi c'è dietro?" ha tuonato il leader dal suo blog. Il Movimento, per bocca del candidato in Lombardia Vito Crimi, ha annunciato ricorso.

Secondo la legge elettorale "non è ammessa la presentazione di contrassegni identici o confondibili con quelli presentati in precedenza, ovvero con quelli riproducenti simboli elementi e diciture, o solo alcuni di essi, usati tradizionalmente da altri partiti". E il Movimento Cinque Stelle ha già partecipato in passato a elezioni comunali e regionali.

Più complicata la situazione di Monti e Ingroia, le cui liste sono delle new entry. Al posto numero sette c'è la lista Per l'Europa Monti Presidente, ma il candidato premier si chiama Samuele Monti, consigliere comunale in Piemonte. L'originale (Scelta civica Monti per l'Italia) sta due posti più giù. 'Clonata' anche Rivoluzione Civile, la lista capitanata da Antonio Ingroia. Il simbolo fasullo è al terzo posto (senza ovviamente la scritta Ingroia) ed è stato presentato da Massimiliano Loda. Mentre la vera 'lista Arancione' sta molto più giù, al ventiduesimo posto.

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