Previsioni nere per l’economia italiana. Ocse: Pil in calo dell’1,6% nel primo trimestre

di 29.03.2012 11:33 CEST
Ocse: segni di stabilizzazione per l'Eurozona
L'OCSE diffonde i dati relativi al superindice di dicembre 2012 Reuters

 

Le condizioni economiche dell'Italia non sono delle migliori, e a certificarle ci pensa l'Ocse che con l'ultimo rapporto stima che nel periodo gennaio-marzo 2012 il Pil registrerà una caduta dell'1,6%, e una frenata più contenuta pari allo 0,1% nel periodo aprile-giugno 2012.

Nel quarto trimestre 2011 si era verificata una contrazione del Pil pari al 2,6%, mentre nel terzo trimestre si è assestata allo 0,7%. Tenendo conto di questi dati, per l'Italia si tratterebbe di quattro trimestri consecutivi di contrazione economica. Quindi continua la spirale recessiva per il nostro paese.

Inutili sono stati gli interventi della Bce per tentare di risollevare l'economia, come spiega l'ultimo rapporto Ocse: "Nonostante le recenti iniziative nella zona euro sia a livello di istituzioni sovranazionali come la Bce sia a livello di singoli paesi, i rendimenti sui titoli di Stato rimangono in molti casi elevati. Il processo di riordino dei conti pubblici è avviato in molti paesi ma, nonostante una politica monetaria molto espansiva, le misure di aggiustamento stanno influendo negativamente sulla domanda"

Preoccupazioni condivise anche dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera il quale intervenendo stmane alla Camera ha avvertito che "siamo nel pieno di una seconda recessione economica", e che questa, secondo le previsioni, durerà per tutto l'anno in corso. Per questo motivo è "nostro compito invertire questa tendenza che non solo non crea posti di lavoro ma rischia di creare ulteriori problemi". Il ministro ha anche affermato che nonostante la maxi liquidità concessa dalla Bce agli istituti europei l'Italia si trova in un "credit crunch" mortale per l'economia poiché le banche non concedono prestiti ai cittadini.

Le preoccupazioni di Passera circa la seconda recessione che stiamo vivendo sono condivise anche dal rapporto Ocse, il quale afferma senza mezzi termini che la deludente performance del settore industriale, nonché la continua debolezza nel clima di fiducia tra le famiglie suggeriscono che, a differenza di quella tedesca che cresce e quella francese piatta, l'economia italiana rimarrà in recessione nei primi due trimestri del 2012.

La situazione appare ancora più preoccupante se si confronta l'economia della zona euro con quella di Usa e Canada, le quali mostrano segnali di ripresa, mentre le previsioni per la crescita dell'economia della zona euro restano deboli.

A questo proposito il capo economista dell'organizzazione di Parigi Pier Carlo Padoan parlando delle misure di abbattimento del debito pubblico adottate da molti paesi, evidenzia che tali misure sono necessarie, poiché se nell'immediato causano un calo della domanda, procurando un drastico calo nella crescita, sono comunque essenziali poiché nel lungo periodo instaurano un clima di fiducia. 

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