Primarie PD 2017, una breve guida: chi, come, dove e quando si vota

di 30.04.2017 8:12 CEST
Emiliano Renzi Orlando
Michele Emiliano (sinistra), Matteo Renzi (centro) e Andrea Orlando, candidati alla segreteria del Partito Democratico nel 2017 Flickr/Damiano Zoffoli + Reuters

È arrivato il giorno delle primarie del Partito Democratico. Gli elettori e le elettrici, anche i non iscritti al PD, saranno chiamati a scegliere l’assemblea nazionale del partito, ma soprattutto il nuovo segretario.

In corsa ci sono l’ex Presidente del Consiglio ed ex segretario PD, Matteo Renzi, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il governatore della Puglia, Michele Emiliano. Tre leader molto diversi tra loro che, attraverso le loro mozioni congressuali (cioè i programmi) cercheranno di portare i cittadini nei gazebo presenti in tutta Italia convincendoli ad apporre una X sul loro nome presente sulle schede.

Nonostante il nome del vincitore sia quasi certo ancor prima dell’apertura dei seggi. l’appuntamento è importante. Non solo perché, in base al nome del vincitore il nuovo segretario sarà anche il candidato Premier del Partito Democratico (Orlando però non è d’accordo) alle prossime elezioni politiche, ma anche perché sarà colui che determinerà l’agenda dell’attuale Governo, in primis sui cambiamenti sulla legge elettorale, cercando parallelamente di recuperare il terreno perso in seguito alle difficoltà vissute in questi mesi, dal caso Consip alla scissione.

A incidere sul valore del risultato però ci sarà l’affluenza, su cui le previsioni sembrano essere piuttosto nefaste e che potrebbe contribuire in qualche modo a “delegittimare” la vittoria (probabile) di Renzi o di uno dei suoi contendenti.

Di seguito una guida al voto per le primarie del Partito Democratico.

Primarie PD Renzi, Orlando ed Emiliano

Al centro della mozione, cioè del programma, di Matteo Renzi ci sono Unione Europea e lavoro. Secondo l’ex Premier bisogna agire allo scopo di cambiare e rafforzare l’UE che, nonostante le difficoltà, era e rimane un “orizzonte strategico” che riuscirà a sconfiggere i muri, la chiusura e i nazionalismi. “Al di là delle necessarie riforme dell’assetto istituzionale, si devono da subito porre le basi per una nuova politica europea in campo sociale, nella gestione dei flussi migratori, rispetto alla difesa comune e in materia fiscale”, ha spiegato Renzi nella sua Enews.

Dopo aver rivendicato i successi dei suoi mille giorni, Jobs Act su tutti, l’ex Presidente del Consiglio preannuncia la sua idea di partito, una forza politica prima di correnti che non sia sotto scacco dei piccoli gruppi. Un PD democratico, trasparente e responsabile che torni a dialogare dopo le difficoltà degli ultimi mesi. Ha già detto che p er lui il nome del segretario sarà anche quello del candidato Premier.

Per Andrea Orlando invece la missione più importante è quella di sconfiggere le forze populiste dilaganti in Italia e in Europa attraverso l’unione delle varie forze di centrosinistra.

Per battere il populismo occorre andare avanti uniti, riconquistare il voto dei cittadini più giovani che nell’ambito del referendum costituzionale del 4 dicembre hanno dimostrato tutta la loro disaffezione nei confronti del PD votando in massa per il NO.

Secondo il ministro della Giustizia né la Buona Scuola né tanto meno il Jobs Act (vale a dire i due fiori all’occhiello del Governo Renzi) hanno raggiunto i risultati sperati. Per rafforzare il Paese, secondo lui, occorre puntare sugli investimenti pubblici.

Rispetto a Matteo Renzi ha una visione opposta del ruolo che si candida ad occupare. Se per Renzi la figura del Segretario coincide con quella del Premier, per Orlando i due ruoli sono e soprattutto devono rimanere distinti e separati. Se vincerà non sarà il candidato Premier del PD alle prossime elezioni.

Nel caso (remoto in base ai sondaggi) in cui a vincere sia Michele Emiliano , in base a quanto affermato, la prima mossa sarà quella di promuovere il ritorno degli scissionisti: Rossi, Speranza, Bersani e D’Alema su tutti.

Il PD inoltre tornerà ad essere il partito del “Noi” dopo la stagione dell’io rappresentata da Matteo Renzi che a detta sua non solo avrebbe rovinato il Partito, ma l’Italia. Il Partito democratico inoltre non sarà più il partito dei “banchieri e dei petrolieri”.

Al centro di tutto ci saranno l’Italia, ma soprattutto il Sud, territorio in cui i democratici sembrano essere sempre più deboli. Mai più alleanze con Forza Italia, mentre il Movimento 5 Stelle deve essere considerato un “fenomeno importante” a cui guardare.

Primarie PD: quando e dove si vota

Le urne rimarranno aperte dalle 8.00 del mattino alle 20.00 di domenica 30 aprile. Si potrà votare recandosi presso i seggi e i gazebo che il PD ha dislocato in tutta Italia.

Questi ultimi sono collegati al seggio elettorale indicato sulla tessera elettorale del cittadino. Per sapere dove votare basterà collegarsi sul sito primariepd2017.it e cliccare su “ Trova il tuo seggio ”. A questo punto occorre inserire il numero di sezione elettorale e il comune di residenza nell’apposito spazio presente. In alternativa è possibile chiedere informazioni al circolo PD più vicino.

Chi può votare

Le primarie saranno aperte anche i non iscritti al PD, ma per farlo dovranno registrarsi sul sito primariepd.it. Chi non ha effettuato l’operazione entro le ore 12.00 di giovedì 27 aprile potrà comunque registrarsi al seggio direttamente domenica 30 aprile.

Possono votare tutti i cittadini e le cittadine italiane di età superiore a 16 anni e i cittadini dell’Unione Europea e di altri Paesi residenti in Italia che dichiarano di riconoscersi nella proposta politica del PD.

Per quanto riguarda i residenti all’estero , potranno votare presso uno dei seggi allestiti al di fuori dei confini nazionali le persone maggiori di  16 anni in possesso delle seguenti caratteristiche:

  • iscritti al PD nell’anno 2016, con cittadinanza italiana o straniera;
  • cittadini italiani residenti all’estero in maniera permanente o temporanea, iscritti o non iscritti all’AIRE, muniti di documento di identità italiano valido;
  • cittadini italiani residenti in Italia e occasionalmente all’estero (per vacanza, lavoro, etc), muniti di documento di identità italiano valido;
  • cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi residenti in Italia e in possesso di permesso di soggiorno.
  • Dall’estero si potrà votare anche tramite via telematica, purché si sia effettuata l’apposita registrazione di cui abbiamo parlato in precedenza entro le ore 24 del venerdì 28 aprile 2017.

Attenzione però: elettori fuori sede, giovani tra i 16 e i 18 anni, cittadini UE residenti in Italia e cittadini di altri Paesi con permesso di soggiorno per votare avranno bisogno della ricevuta dell’avvenuta registrazione online effettuata entro il 27 aprile.

(continua dopo l'immagine)

Primarie PD Primarie PD - Chi può votare  primariepd2017.it Come si vota

Per votare bisogna  presentarsi al proprio seggio di riferimento con documento d’identità, tessera elettorale o registrazione online alla mano.

La preferenza dovrà essere espressa tracciando un segno su una delle liste collegate al candidato alla segreteria prescelto.

Quanto costa votare

Gli iscritti al PD  che hanno rinnovato l’iscrizione entro il 28 febbraio 2017 potranno votare gratis. A tutti gli altri invece sarà richiesto di versare un contributo pari ad almeno 2 euro.

Cosa succede dopo

Il vincitore delle primarie sarà ufficialmente nominato segretario nell’ambito dell’assemblea nazionale di insediamento convocata per domenica 7 maggio. Ci saranno mille delegati, eletti sulla base di liste legate ai candidati di ogni collegio, eletti con metodo proporzionale.

Diventerà segretario chi tra Renzi, Emiliano e Orlando supererà la maggioranza assoluta dei voti.  Nel caso in cui nessuno dei tre candidati dovesse superare la maggioranza assoluta, vale a dire  il 50% più uno dei voti, ad eleggere il nuovo segretario sarà l’Assemblea Nazionale.