Protesta del mondo dell'edilizia, 10 mila caschi gialli in Piazza Affari per la crisi

  | 13.02.2013 15:30 CET
10.000 caschi gialli in Piazza Affari per la crisi
Il mondo dell'edilizia ha indetto oggi la "giornata della collera"

Circa 10.000 caschi gialli a terra in Piazza Affari. Così il mondo dell'edilizia esprime la sua rabbia per una crisi che non gli lascia respiro. 

Tutte le principali associazioni del settore sostengono la "giornata della collera" per sensibilizzare il paese sulle ripercussioni della crisi nel settore delle costruzioni, ormai in ginocchio.

"I caschi sono una protesta generale nei confronti del credito, della crisi di lavoro, e della disoccupazione all'interno delle nostre aziende", ha spiegato Roberto Rovati, presidente Unione Costruzioni CNA Lombardia.

"Siamo veramente caduti in basso", ha aggiunto Rovati, ma oggi "li abbiamo riuniti tutti e spero che le nostre istanze saranno ascoltate".

Il presidente di Confindustria Squinzi è intervenuto telefonicamente, definendo la manifestazione un "grido di allarme per riportare la politica al dovere di arrestare il declino e rilanciare la crescita", e lanciando un appello ai protagonisti della campagna elettorale.

"Chiediamo interventi concreti e coraggiosi da parte della politica per uscire dalla crisi", ha dichiarato, "né annunci, né promesse", ma piuttosto tagli ai costi delle imprese, politiche per l'aumento della produttività e riforme strutturali.

Il mondo dell'edilizia è distrutto dalla crisi ed esibisce numeri che rendono impossibili, ad oggi, inversioni di tendenza senza un deciso intervento.

Il presidente di Assimpredil, De Albertis, ha dichiarato che "la crisi economico-finanziaria che ha investito il nostro paese ha trascinato il settore delle costruzioni nella recessione più grave dal dopoguerra ad oggi. Le costruzioni hanno perso dall'inizio della crisi ad oggi 360.000 posti di lavoro, equivalenti a 70 Ilva".

 

 

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