"Red Ronnie è stato il miglior spot a favore dei vaccini", intervista al dottor Burioni

Vaccino MPR
Vaccino MPR REUTERS/BRIAN SNYDER

Arrivato soltanto di recente nel "club" degli scienziati che fanno divulgazione scientifica tramite i social network, Roberto Burioni ha saputo rapidamente conquistare un seguito consistente di "pubblico" sulla sua pagina Facebook. Il professore di microbiologia e virologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è stato ospite nei giorni scorsi della trasmissione "Virus" su Rai2, e salvo non abbiate passato la scorsa settimana su Marte con occhi ed orecchie tappati avrete sentito dello scontro con Red Ronnie, invitato a parlare di un tema scientifico per motivi che sfuggono all'umana comprensione.

Nelle scorse ore abbiamo pubblicato due articoli su questo argomento. Nel primo abbiamo parlato delle principali argomentazioni anti-vacciniste, spiegando come queste abbiano basi piuttosto deboli. Nel secondo abbiamo elencato tutti i buoni motivi che possono esistere per non sottoporre il proprio figlio alle vaccinazioni.

Oggi, giovedì 19 maggio, il professor Burioni parteciperà nuovamente a "Virus" per discutere di vaccini. Abbiamo voluto intervistarlo prima della trasmissione per ascoltare ciò che avrebbe potuto dire se gli fosse stato concesso più tempo la settimana scorsa e magari sapere già qualcosa su cosa dirà stasera, visto che auspicabilmente gli sarà concesso un tempo di intervento maggiore.

È passata circa una settimana da quella famigerata puntata di "Virus": a mente fredda, come descriverebbe ciò che è accaduto quella sera? 

Ho scritto da poco sulla mia pagina Facebook che noi ricercatori facciamo degli esperimenti. Nonostante questi esperimenti vengano progettati con cura ed eseguiti con attenzione, delle volte ci sbagliamo e vengono male. In questi casi li rifacciamo, standoci più attenti. Ed è quello che fa Porro, perché mi ha invitato alla sua trasmissione questa sera. Devo dire che secondo me la volta scorsa c'è stato qualche problema di comunicazione, ma succede: nessuno è perfetto, possiamo sbagliare. Ritengo che quello che ha fatto Nicola Porro sia la giusta soluzione: tentare di informare meglio, perché l'informazione uscita da quella trasmissione non è stata molto corretta.

Le è capitato di leggere i commenti su quella puntata sulle pagine Facebook di Porro e di Virus?

No, non li ho letti.

Diciamo che i "complimenti per la trasmissione" sono stati molti meno delle lamentele per il modo nel quale è stata costruita la puntata ed in particolare per come lei è stato trattato. Cosa ne pensa della reazione del pubblico dopo quella puntata?

Io ritengo che tutto questo sia reso obsoleto dal fatto che stasera sono in trasmissione. Spero stasera mi sarà data maggiore possibilità di spiegare la sicurezza e l'efficacia dei vaccini. Forse il giornalista ha preso atto di quelle critiche e, come fanno le persone intelligenti, ha fatto qualcosa per riparare. 

Quindi cosa pensa dirà stasera in trasmissione?

Quello che ho detto sempre. Mi hanno detto che ci saranno dei genitori che ritengono che i figli siano stati danneggiati dal vaccino. Io da medico e da padre mi accosterò a queste persone con la massima umiltà: loro mi possono dire tutto, mi possono chiedere tutto ed è mio dovere tentare di mettere tutti i miei anni di studio al loro servizio per spiegargli come si fanno le cose. E se non capiscono la colpa è mia.

Secondo lei in Italia quanto siamo lontani da un livello della copertura vaccinale talmente basso da risultare davvero critico?

Bisogna vaccinare di più: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ci ha anche "tirato le orecchie". Purtroppo invece si vaccina di meno proprio perché si stanno diffondendo questi movimenti anti-vaccinisti, quindi bisogna fare qualcosa per vaccinare di più. Ritengo che la migliore campagna a favore dei vaccini l'abbia fatta Red Ronnie in quest'ultima settimana, sicuramente nessuna campagna è stata più efficace. 

In effetti potrebbe essere stato un bell'autogoal. 

Red Ronnie è stato uno spot magnifico a favore dei vaccini: è partita tutta la rete coi giornali, le radio... Tutti hanno parlato di queste cose, quindi alla fine Porro ha fatto un ottimo lavoro (ride).

Volendoci scherzare su, si potrebbe persino elaborare una teoria del complotto in merito, cioè che questo sia stato un modo un po' contorto per promuovere i vaccini.

È stato oggettivamente uno spot a favore dei vaccini, non sappiamo se volontario o involontario, ma non ci sono dubbi che sia stata una pubblicità favorevole.

Cina, vaccini Un bambino cinese mentre viene vaccinato nel centro di Hefei, nella provincia di Anhui  REUTERS/STRINGER

Lei conosce Salvo Di Grazia, il medico che gestisce Medbunker?

Sì, certo. È un bravissimo divulgatore, un collega che si impegna da tanto tempo, con grande dedizione e grande efficacia nel fare divulgazione. È molto, molto bravo.

Voi due siete probabilmente i medici più "social" in Italia.

Lo sono da poco, Salvo lo fa da anni. Io per caso a settembre ho scritto un post, il mio primo post pubblico su Facebook, che è diventato virale. Quindi ho avuto la beffa di essere un virologo che è diventato virale. 

Pensa che sfruttare in questo modo i social network possa essere una buona strategia di comunicazione per promuovere la scienza e contrastare le bufale?

Io sono un medico ed un professore di virologia, non un esperto di comunicazione. Quindi non vorrei essere il Red Ronnie della situazione, dicendo qualche scemenza su un argomento che non conosco. Posso solo con umiltà raccontare la mia esperienza e dire che io, tentando di usare un linguaggio comprensibile a tutti e tentando di unire l'accuratezza scientifica alla semplicità del messaggio, sono riuscito ad informare un po' di persone, penso. Però non generalizzerei, questa domanda penso che dovrebbe farla a qualcuno più esperto di me.

E a livello istituzionale cosa si potrebbe fare per quanto riguarda i vaccini?

Io penso si dovrebbe prendere in considerazione l'obbligatorietà delle vaccinazioni. 

Come ad esempio nel caso dell'Emilia Romagna, che sta studiando una legge per la vaccinazione obbligatoria dei bambini per l'ingresso all'asilo nido?

Guardi, precisiamo che qui non si parla più di dati scientifici: io le do la mia opinione da cittadino. Mentre dire che il vaccino provoca l'autismo è una cosa falsa, e chi lo fa dice una bugia, per quanto riguarda l'obbligatorietà rientriamo nel campo delle opinioni: ognuno può avere legittimamente la sua. Io ritengo sia necessario imporre l'obbligatorietà, lascio poi ad altri il decidere come questo possa essere fatto. In Italia ci sono 1.500 bambini che si sono ammalati di leucemia: il 90% di loro guarirà grazie alle cure. Questi bambini non si possono vaccinare, se sono già stati vaccinati possono aver perso l'immunità a causa delle terapie, e se si prendono il morbillo corrono il grosso rischio di lasciarci la pelle. Cosa facciamo, li teniamo a casa? Non si può, quindi io ritengo che questa sia una situazione di pericolo immediato che richiede una risposta immediata. Poi si passerà all'educazione, all'informazione e a tutto il resto, però io ritengo che questi bambini debbano essere protetti. Poi, quale sia la strategia legislativa per ottenere questo risultato è qualcosa che lascio alle persone più competenti di me.

Dovendo usare soltanto poche parole, come convincerebbe due genitori dubbiosi a vaccinare i propri figli? 

Gli direi che se non lo facessero i loro figli potrebbero contrarre delle malattie che non sono scomparse e che sono pericolosissime. Quindi farebbero un atto molto grave nei confronti del loro figlio, sarebbe come farlo viaggiare in auto sul cruscotto: è un rischio che non ha senso correre. La scienza è concorde sulla sicurezza e sull'efficacia dei vaccini. Ma gli direi una cosa in più: che il loro non è solo un gesto d'amore nei confronti di loro figlio, ma anche nei confronti dei bambini che sono stati meno fortunati, che sono malati e non si possono vaccinare. Proteggono un bambino più debole del loro figlio, un bambino che non conoscono ma che c'è.