Rifiuti elettronici: gli italiani smaltiscono male

di 11.02.2013 15:44 CET
Rifiuti elettronici: Italia fanalino di coda in UE
Contengono materiali riciclabili al 97%. Nel Bel Paese ne smaltiamo solo 4 kg contro i 18 che produciamo ogni anno. ECOLIGHT

Gli italiani non rispettano a pieno la raccolta differenziata. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti elettronici. Secondo Giancarlo Dezio, Direttore generale consorzio Ecolight, “solamente il 18% dei piccoli elettrodomestici e dell’elettronica di consumo, una volta non funzionanti, segue il corretto percorso di raccolta e smaltimento”. Un risultato davvero scarso, che vede la maggior parte di questi prodotti finire tra la spazzatura indifferenziata.

Questo tipo di rifiuti sono classificati come raggruppamento R4 dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sono da considerarsi come rifiuti speciali, in quanto costituiti in gran parte da materiali riciclabili ma anche da sostanze inquinanti. Nel 2012 in Italia sono state raccolte quasi 39.000 tonnellate di R4 (di cui 15.000 gestite da Ecolight), contro però le circa 200.000 tonnellate di piccoli elettrodomestici immesse sul mercato.

L’obbligo di differenziare esiste ma “intercettare questa tipologia di rifiuto è complesso”: spesso i vecchi elettrodomestici vengono accantonati per poi essere gettati quando danno fastidio. Le strade percorribili, come ci dice Dezio, sono quindi due: “portare il vecchio elettrodomestico alla pazzola ecologica del proprio comune di residenza oppure lasciarlo in negozio quando si va a comprare l’apparecchio nuovo sostitutivo”. I commercianti sono infatti obbligati a ritirare gratuitamente il vecchio elettrodomestico e provvedere a loro volta a smaltirlo correttamente.

La raccolta è altrettanto semplice quanto importante. “Sono rifiuti riciclabili al 97%” prosegue Dezio. “Sono composti prevalentemente da ferro e plastica, materiali che possono essere indirizzati verso un percorso di recupero per ottenere materie prime seconde riutilizzabili nei processi produttivi”. A tal proposito Ecolight, insieme alla multiutility Hera e al consorzio spagnolo Ecolum, hanno dato vita ad un progetto volto ad incrementare proprio la raccolta di R4. “Sulla base di quanto prevede il progetto Identis WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee), iniziativa finanziata all’interno del programma europeo Life+, sono stati realizzati quattro prototipi, interamente autonomi e in grado di tracciare il rifiuto raccolto. La sperimentazione inizierà in primavera inoltrata e cercherà di intercettare questi rifiuti attraverso cassonetti intelligenti posti sulle strade, nelle piazze e nei centri commerciali”. Un buon inizio per sensibilizzare la gente su questo importante argomento.

[Fonte: Ufficio Stampa Ecolight]

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