Riunione Fed, fra poche ore la decisione della Yellen sui tassi di interesse: cinque cose a cui fare attenzione mentre attendiamo

Janet Yellen in conferenza
Il numero uno della Fed, Janet Yellen, nel corso di una conferenza a Capitol Hill REUTERS/Gary Cameron/File Photo

Gli analisti si attendono con forza un rialzo del tasso di interesse da parte della Federal Reserve al meeting di fine anno, previsto per mercoledì 14 dicembre.

Gli occhi degli investitori sono tutti puntati su Janet Yellen, dal momento che il numero uno della Fed fornirà il suo punto di vista sull’economia americana e indicherà i piani della Fed per i prossimi 12 mesi, ad appena poche settimane dall’insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca.

Ecco cinque cose a cui prestare attenzione oggi in vista della riunione della Fed.

1. (Nel caso il rialzo dei tassi venisse confermato) Di quanto verrà innalzato il tasso di interesse?

Il mercato sta scommettendo al 100 per cento su un rialzo del tasso principale di 0,25 punti base: sarebbe l’unico rialzo del 2016 e il secondo da quando è iniziato il ciclo rialzista a dicembre 2015. Gli analisti sono del parere che nel corso della conferenza non sarà tanto il rialzo ad essere significativo quanto le previsioni che darà la Yellen sui futuri rialzi, il cosiddetto ‘dot plot’.

Il dot plot e le previsioni della Fed sul rialzo dei tassi nel 2017 potrebbero essere particolarmente significativi, dal momento che lo scorso dicembre vennero annunciati quattro rialzi e ce n’è stato soltanto uno”, ha detto Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.

“Il mercato sta attualmente scommettendo su un paio di rialzi per il 2017, di cui il primo che si dovrebbe avere a giugno o a luglio”.

2. Cosa dirà Yellen?

Quando la Fed ha alzato lo scorso anno i tassi di interesse è stato il primo rialzo dal 2006, ma è stato l’unico dei quattro rialzi promessi lo scorso dicembre: Yellen ha preferito non esporsi a causa delle incertezze derivanti dal rallentamento della Cina, dal voto sulla Brexit, e dalle elezioni presidenziali statunitensi.

A seguito della vittoria di Donald Trump è apparso improbabile che la Fed potesse procedere nel suo piano di rialzi, ma il miglioramento dell’economia degli Stati Uniti induce a pensare che la Yellen possa inviare un messaggio di ottimismo.

“Con il rialzo del tasso dato già per scontato, la vera chiave della riunione sarà comprendere le intenzioni della Fed per il prossimo anno in materia di tassi di interesse, con i mercati che rimangono abbastanza cauti su ulteriori rialzi”, ha detto Craig Erlam analista di Oanda.

3. Cosa significherà un rialzo dei tassi per l’economia statunitense?

La ripresa economica negli USA sembra continuare ad andare nella giusta direzione. La disoccupazione ha toccato a inizio mese i minimi degli ultimi nove anni, mentre i rapporti mostrano che la fiducia agli investimenti rimane alta e la crescita si sta rafforzando.

La vittoria a sorpresa di Donald Trump e le sue promesse di stimolo fiscale per il 2017 potrebbero contribuire ulteriormente all’espansione della crescita economica, lasciando alla Fed poco spazio per continuare a mantenere un profilo prudenziale.

“Lo stimolo fiscale del prossimo anno in un’economia che è già in piena occupazione dà meno ragioni alla Fed di continuare a essere prudente”, ha detto un economista della Merrill Lynch.

4. Il rialzo del tasso avrà un effetto sui mercati?

A seguito della vittoria di Trump gli indici statunitensi hanno fatto registrare importanti performance positive, che hanno portato il Dow Jones vicino ai 20.000 punti. L’indice ha segnato i massimi di tutti i tempi giovedì (8 dicembre) a 19.614,81, mentre lo S&P 500 ha guadagnato oltre 900 miliardi di dollari di valore di mercato.

“In passato il mercato avrebbe fatto registrare una buona volatilità in prospettiva di un nuovo ciclo di rialzi da parte della Fed, ma in questo contesto, gli indici si stanno comportando come 10-15 anni fa”, ha detto Kathleen Brooks, capo ricercatore presso City Index.

“È un periodo interessante, se gli indici statunitensi dovessero reggere la nuova linea della Yellen allora l’esuberanza irrazionale che sta caratterizzando i mercati in questa fase dovrebbe proseguire per il prossimo anno”.

5. Che ne sarà del dollaro?

Tradizionalmente, il rialzo dei tassi ha un effetto positivo sul biglietto verde e questo caso non dovrebbe essere differente. La valuta statunitense ha toccato a inizio settimana i massimi da febbraio contro lo yen e sembra ben impostato per raggiungere la parità contro l’euro nella seconda metà del 2017, se non prima.

Al momento, i mercati si attendono un prossimo rialzo del tasso statunitense a giugno, ma se la Fed dovesse far pensare che ce ne possano essere altri anche prima allora il dollaro si rafforzerebbe con più rapidità.

Con la Bce e la Fed che stanno andando in direzioni opposte per quanto concerne la politica monetaria, l’andamento naturale per il cambio Euro/dollaro è di un continuo ribasso, ha detto Jordan Hiscott, trader di Ayondo Markets.

“Faccio fatica a credere che non raggiungeremo la parità entro il secondo trimestre del prossimo anno”.