Roma e appalti, indagati dirigenti del centrosinistra

di 25.03.2015 13:59 CET
Colosseo
Colosseo Reuters

Un uno - due sul 'muso' del centrosinistra romano. La giornata di ieri è stata nera per Marino (Comune) e Zingaretti (Regione), con la notizia di due inchieste a carico di altrettanti nomi di spicco delle rispettive giunte.

Maurizio Venafro, capo di gabinetto di Zingaretti, si è dimesso ieri dopo aver reso noto di essere indagato per turbativa d'asta. Venafro è stato tirato in ballo da alcune "persone informate sui fatti" ascoltate dai magistrati che indagano su Mafia Capitale, in merito all'assegnazione dell'appalto Recup, valore 60 milioni di euro, relativo alla prenotazione di prestazioni sanitarie.

Uno dei quattro lotti in cui era stato diviso l'appalto (circa 14 milioni a testa) se l'era aggiudicato una cooperativa 'vicina' a Salvatore Buzzi, considerato dagli inquirenti il braccio economico dell'organizzazione criminale capeggiata da Massimo Carminati. L'interesse della 'cupola' verso l'appalto Recup era venuto fuori da alcune intercettazioni del maggio 2014.

Sul versante cittadino ad essere indagato è l'assessore alla Mobilità del Campidoglio, Guido Improta, che le cronache nazionali ricordano essere stato sottosegretario alle Infrastrutture del governo Monti.

L'indagine della Procura di Roma, la cui notizia è stata riportata dal Tempo, verte sull'iter amministrativo seguito per la realizzazione della Metro C, la grande opera per eccellenza finita nell'inchiesta della Procura di Firenze che ha travolto il duo Incalza - Lupi. "Il legame tra l'inchiesta romana e quella fiorentina - scrive il quotidiano romano - era emerso quando si è scoperto che Stefano Perotti, uno dei quattro arrestati, ricopriva l'incarico di direttore dei lavori della tratta San Giovanni-Fori Imperiali, nominato dai costruttori del consorzio Metro C. Inoltre, dall'incartamento dei pm toscani, emerge che un altro degli indagati, Giulio Burchi, l'ex presidente di Italfer, ambiva a ricoprire la poltrona di amministratore unico di Roma Metropolitane srl, società «in house» del Comune e stazione appaltante della linea C". Anche Incalza è iscritto nel registro degli indagati dell'inchiesta romana.

L'indagine su Improta riguarda l'affidamento di un indennizzo da 90 milioni di euro ai costruttori, decisione presa dopo incontro con il capo della struttura tecnica di missione del Ministero, Incalza. Denaro sbloccato dal CIPE e versato dal Campidoglio.

La storia della Metro C romana è nota ai più. Doveva essere originariamente pronta in occasione del Giubileo 2000, i lavori sono stati stoppati e ripresi in più di un'occasione, con le immancabili varianti in corso d'opera. Dei 2,7 miliardi che sarebbe dovuta venire a costare, oggi siamo già vicini ai 4. E per completarla non servirà il nuovo Giubileo indetto da Papa Francesco.