Rugby, episodi di violenza e doping. Solo casi isolati o segnali preoccupanti?

Fasi di gioco durante il test match di Rugby tra Italia e Australia
Fasi di gioco durante il test match di Rugby tra Italia e Australia Reuters

Il rugby è da sempre lo sport di squadra più corretto che ci sia. La fratellanza tra giocatori, il terzo tempo alla fine di ogni incontro e la serenità con cui tifosi avversari vedono la gara l’uno accanto all’altro, sono da sempre il simbolo di un gioco nobile, lontano anni luce dalla violenza. Da qualche anno però, le cose sembrano essere cambiate, almeno in parte. Dalla fine del 2012 ad oggi sono notevolmente aumentati gli episodi di violenza legati al rugby, sul campo e sugli spalti. La nostra carrellata inizia nel 2012, quando Luigi Ferraro allora giocatore del Calvisano, a gioco fermo il 23 dicembre 2012 colpì al volto Riccardo Pavan provocandogli lesioni gravi e costringendolo a tre mesi di stop (guarda il video qui sotto). L’attuale tallonatore del Petrarca venne squalificato per sette mesi.

Il secondo caso eclatante che riportiamo accade un anno dopo ed è quello di Sébastien Chabal. Come riporta il Corriere della Sera il 17 dicembre 2013, la terza linea, ex nazionale francese, nella partita tra il suo Lione e l’Agen, pensò bene di rifilare un destro violento e gratuito a un suo avversario, Marc Giraud, poi uscito in barella. Per il francese una maxi squalifica che ha portato poi al suo ritiro, visto che aveva al tempo 36 anni. Arriviamo così ad ottobre 2014 quando TgCom24 riporta, che durante una partita di rugby in Inghilterra, il gallese Ben Flower dei Wigan Warriors ha colpito con due pugni in pieno volto l'avversario Lance Hohaia, giocatore del St.Helens. Uno dei quali con l’avversario a terra (guarda il video qui sotto). Si tratta del primo giocatore espulso nella Super League Grand Final.

Episodi isolati, separati da parecchi mesi, ma tuttavia preoccupanti. Non è proprio nella filosofia del rugby l’aggressione violenta e incondizionata. Eppure tra professionisti, inizia ad accadere. Questi casi fanno rumore proprio perché in contraddizione con quanto il rugby si prefigge di trasmettere, ovvero il Fair Play. Solo che ultimamente la situazione appare un pò cambiata. A febbraio scorso come riporta la Gazzetta dello Sport,  nella partita di rugby in Australia per il World Challenge 2016 tra Leeds Rhinos e North Queensland Cowboys, una mischia finisce in rissa. Mitch Garbutt viene prima placcato, poi reagisce colpendo con un pugno l'avversario (guarda il video qui sotto).

La giornata nera, vera e propria, del rugby, viene sancita il 25 marzo 2016, quando nello stesso giorno scoppia una rissa nella partita di rugby tra la marina militare francese e inglese e vengono fermati per doping due giocatori dell’Amatori Catania. Come riporta Il Fatto Quotidiano, scoppia una maxi rissa che coinvolge tutti i giocatori della partita di rugby per il trofeo Babcock,  che viene disputato ogni anno dal 2005. La partita era giocata nello stadio francese Mayol Toulon tra il team inglese dei Royal Navy e la Marine National francese (guarda il video qui sotto).

Inoltre, medesimo giorno, la Gazzetta dello Sport riporta che Davide Vasta è stato trovato positivo a un controllo mirato della Nado Italia "fuori competizione", effettuato il 5 marzo, a undici sostanze proibite. Dieci di queste anabolizzanti, l'undicesima per ridimensionare le ghiandole mammarie. Un vero e proprio record quello di Vasta che in precedenza era di sette sostanze. Insieme a lui anche il compagno di squadra Davide Scuderi è stato trovato positivo a due sostanze proibite.

Per concludere un episodio di violenza nel rugby è accaduto anche ieri (30 marzo), come riporta il Corriere della Sera, quando tifosi e giocatori sono stati coinvolti in una rissa scoppiata sulle tribune delle stadio di Huddersfield, in Inghilterra, al termine del match Rugby Football League vinto dai Salford Red Devils contro i Giants padroni di casa. I rugbisti dei Red Devils, Justin Carney e Junior S'au, hanno spiegato di essere intervenuti per proteggere i loro familiari. Lo spettacolo non è dei migliori e seppur con le intenzioni di salvaguardare la famiglia, l’esempio dato è quello errato.

Come vanno interpretati questi episodi di violenza legati al rugby? Resteranno solo casi isolati o sono segnali preoccupanti? Il rugby resterà lo sport del Fair Play per eccellenza o inizierà a farsi sporcare come il calcio? Di certo sarà molto difficile che il rugby diventi realmente violento. La cultura di questo sport è ben diversa dal calcio. Le tradizioni e il terzo tempo, ma soprattutto la civiltà che contraddistingue il pubblico del rugby non cambieranno per pochi episodi violenti. Ci vorrà ben altro per raggiungere il livello del calcio. Nei geni del calcio c’è ormai la violenza ultras e il poco rispetto in campo verso arbitro ed avversari, la simulazione e la presa in giro dei tifosi opposti, tutte cose che nel rugby non ci saranno mai.