Russia, la prossima settimana il verdetto per le Pussy Riot

di 08.08.2012 11:42 CEST
Pussy Riot
le Pussy Riot rischiano 7 anni di carcere reuters.com

Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alyokhina e Yekaterina Samutsevich, membri del gruppo punk femminista Pussy Riot, dovranno aspettare la prossima settimana per sapere l'entità della propria condanna. Il giudice, infatti, ha affermato che il verdetto sarà emesso il prossimo 17 Agosto. Il pubblico ministero aveva chiesto tre anni di carcere.

Il fatto è risalente allo scorso 21 Febbraio quando le Pussy Riot si introdussero nella Cattedrale di Cristo Salvatore, la più importante chiesa ortodossa di Mosca, cercando di cantare una canzone di protesta contro la rielezione di Vladimir Putin, ormai neopresidente russo. La canzone denuncia la forte compromissione della chiesa ortodossa con il potere russo e accusa esplicitamente il patriarca Cirillo I di credere più in Putin che in Dio. Le tre donne sono state arrestate il 3 Marzo con l'accusa di teppismo.

Secondo l'accusa, infatti, la "performance" delle Pussy Riot era rivolta ad offendere la comunità cristiano ortodossa. L'accusa è stata ferocemente respinta dal gruppo femminista che ha sempre affermato che quella che viene definita "preghiera punk" è unicamente un atto politico. Effettivamente la canzone in questione, intitolata "Holy Shit", è più che altro un'accusa al presidente russo. Il ritornello della canzone, infatti, canta "Santa Vergine Maria, caccia Putin! Caccia Putin!".

"Questo non è un processo contro tre membri delle Pussy Riot" ha affermato la Tolokonnikova durante un lungo discorso "questo è un processo contro l'intero sistema giudiziario (russo)". "Siamo più libere dei persecutori" ha concluso la cantante tra gli applausi "È per questo che possiamo dire quello che vogliamo. Loro non possono nemmeno leggere ad alta voce le parole della preghiera punk".

E a difesa del gruppo russo si è schierata anche Madonna. La popstar, in concerto a Mosca, ha cantato "Like a Virgin" con una maglietta con scritto "Pussy Riot" sulla schiena. "Penso che le tre ragazze abbiano fatto qualcosa di molto coraggioso" ha detto Madonna durante il concerto all'Olimpiisky Stadium "penso che abbiano pagato il prezzo (della repressione) ed io prego per la loro libertà". Madonna è soltanto l'ultima vip che prende le difese del gruppo russo. Prima di lei avevano espresso solidarietà alle Pussy Riot anche Sting, Terry Gilliam, Peter Gabriel e Danny de Vito.

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