Russia-Turchia, Putin annuncia un pacchetto di sanzioni economiche

di 29.11.2015 9:03 CET
Erdogan Putin
Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan Reuters

Arrivano le sanzioni della Russia contro la Turchia a seguito dell'abbattimento della aereo militare russo sul confine siriano di martedì 24 novembre. Sul sito del Cremlino è stato pubblicato un decreto che riassume un pacchetto di sanzioni economiche contro Ankara, che include restrizioni alle importazioni dalla Turchia e alle compagnie turche che operano in Russia, oltre che contro ogni cittadino turco che lavora per compagnie russe.

LEGGI ANCHE: Nessuna Terza Guerra Mondiale: la vendetta della Russia sarà invisibile

Il decreto impone la fine di tutti i voli charter tra Russia e Turchia e richiede alle agenzie di viaggio russe di non vendere più pacchetti vacanze con destinazione Turchia. Venerdì 27 novembre la Russia aveva sospeso il suo accordo che permetteva ai cittadini turchi di viaggiare in Russia senza visto.

Le sanzioni colpiranno duramente la Turchia, poiché i due Paesi hanno importanti legami commerciali. La Russia è il secondo più grande partner commerciale della Turchia. Più di 3 milioni di Russi hanno visitato la Turchia lo scorso anno. Ci sono 90 mila cittadini turchi che lavorano in Russia, e se comprendiamo le loro famiglie si arrivano a 200000 persone residenti nel paese.

La Turchia ha esportato quest'anno cibo e altri prodotti agricoli per un valore di un miliardo di euro verso la Russia, e il 20% delle importazioni di ortaggi russe arriva dalla Turchia. L'agenzia Anadolu della Turchia ha detto che le esportazioni di cuoio, tessili e vestiti verso la Russia valgono all'incirca 1,4 miliardi di euro secondo i dati dello scorso anno.

L'abbattimento dell'aereo russo ha lasciato i due paesi in una impasse diplomatica. Mosca ritiene che il suo SU-24, l'aereo abbattuto dalla Turchia, stesse volando all'interno del territorio siriano. Secondo Ankara invece l'aereo russo era entrato nel suo spazio aereo e aveva ignorato gli avvisi e le richieste di abbandonare il territorio turco. La Turchia inoltre asserisce di non aver riconosciuto il velivolo come un jet russo.

Putin ha etichettato come “spazzatura” la giustificazione della Turchia, che ha dichiarato che non avrebbe abbattuto il jet se avesse saputo che fosse di nazionalità russa. Egli ha anche detto che gli Stati Uniti, alleato della Turchia in Siria, conoscevano bene il percorso e le coordinate del jet abbattuto.

«Gli americani, che guidano la coalizione a cui appartiene la Turchia, sapevano dove e quando i nostri aerei avrebbero mollato, e noi eravamo esattamente lì in quel punto e in quel momento - ha detto Putin - Questi [i nostri aeroplani] hanno segni di identificazione che sono ben visibili».

Sabato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha continuato a difendere l'abbattimento dell'aereo e ha rifiutato di scusarsi con la Russia, tuttavia si è detto dispiaciuto per l'incidente internazionale. «Vorremmo che non fosse successo, ma è successo. Spero che una cosa del genere non accada più», ha detto.

Erdogan ha reiterato la propria richiesta di avere un faccia a faccia con Putin durante i colloqui per il clima di Parigi della prossima settimana. Il presidente russo tuttavia rifiuta di trattare direttamente con Erdogan per via del rifiuto di Ankara di scusarsi per l'abbattimento dell'aereo russo.

Nel corso dell'ultima settimana Erdogan ha respinto le accuse russe che vedono la Turchia simpatizzante dello Stato islamico, che sosterrebbe comprando petrolio dal gruppo estremista attivo in Siria. Il presidente turco ha risposto affermando che lo Stato islamico sta vendendo petrolio al presidente siriano Bashar al Assad, accusando la Russia di supportare il gruppo estremista mantenendo Assad al potere.