Sahara occidentale, il Marocco ritira le truppe ma "non ne riconoscerà mai" l'autodeterminazione

di 01.03.2017 9:01 CET
Il re del Marocco
Re Mohamed VI del Marocco in visita di Stato a Mosca fa tappa alla tomba del milite ignoto del Cremlino. Russia, 15 marzo 2016. REUTERS/Sergei Karpukhin

Il Re del Marocco Mohammed VI ha ordinato alle sue truppe, domenica 26 febbraio, di ritirarsi dalla zona cuscinetto delle Nazioni Unite nel Sahara occidentale, ex-colonia spagnola che da anni chiede l'indipendenza. La decisione è il prodotto di un anno di tesissimi negoziati su quei territori, in seguito al trasferimento di truppe marocchine nella zona un anno fa, quasi un dispetto al cessate il fuoco imposto dall'ONU.

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Il Marocco rivendica quel territorio ma il movimento indipendentista del Fronte Polisario da anni invoca un referendum per l'indipendenza. La decisione di ritirare le truppe è arrivata in seguito ai colloqui tra Re Mohammed VI e il Segretario Generale dell'ONU Antonio Gutierres, che in una dichiarazione rilasciata sabato 25 ha invitato le parti a “ritirare senza condizioni ogni elemento armato presente nella zona cuscinetto nel più breve tempo possibile”. Il giorno seguente il ministro degli Esteri marocchino ha dichiarato che Re Mohammed aveva ordinato, domenica, “il ritiro unilaterale delle forze armate” proprio in seguito alle raccomandazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il Polisario ha dichiarato il Sahara occidentale indipendente dalla Spagna nel 1970 e combattuto la guerriglia contro il Marocco fino a quando le Nazioni Unite non hanno imposto il cessate il fuoco nel 1991. La tregua prevedeva un referendum sull'indipendenza che non si è mai celebrato.

La comunità internazionale ha temuto una ripresa del conflitto dopo che le truppe del Marocco hanno attraversato i territori contesi lo scorso anno, con il pretesto di effettuare dei pattugliamenti. Il Polisario ha inviato le proprie truppe per confrontarsi con i marocchini, costringendo le forze di pace dell'ONU a mobilitarsi in quel territorio nell'ottica di deterrenza.

Le azioni militari del Marocco nella regione lo hanno costretto ad abbandonare l'Unione Africana nel 1984, dopo che l'alleanza di governo ha riconosciuto il Sahara occidentale come sovrano, diventando l'unico paese africano a non farne parte. Ma il regno sembra voler riconsiderare questo approccio e i leader africani hanno riammesso il Marocco nell'UA durante la riunione del 31 gennaio ad Addis Abeba, in Etiopia.

Il Sahara occidentale, lungo la costa a nord-ovest dell'Africa, è stato annesso al Marocco nel 1975 ed è noto per le riserve di fosfato e per i campi di pesca in mare aperto. Il conflitto territoriale ha alimentato una crisi di rifugiati nella regione, con migliaia di sfollati che risiedono oggi nei campi oltre confine, in Algeria.

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha chiesto “una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile, per arrivare all'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale”.

Il viceministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha dichiarato all'inizio di febbraio che il regno “non riconoscerà mai” l'indipendenza del Sahara occidentale: “Non solo il Marocco non riconosce – e non riconoscerà – questa sedicente entità, ma raddoppierà gli sforzi in modo che quella piccola minoranza di paesi, in particolare africani, che riconoscono il Sahara occidentale cambi la propria posizione” ha detto Bourita.