Salvatore Borsellino: “Mio fratello Paolo non si sarebbe mai tolto la toga da magistrato”

di 17.01.2013 17:54 CET
Salvatore Borsellino
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Cala il gelo tra Salvatore Borsellino e il leader di "Rivoluzione Civile" Antonio Ingroia. Il fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso in Via D'Amelio il 19 luglio del '92, ha consumato lo strappo dopo aver visto e conosciuto i movimenti dell'ex pm nella formazione delle liste. Benny Calasanzio e Lidia Undiemi, i due giovani che dovevano rappresentare il movimento delle Agende rosse, sono stati "posposti, e non di poco, ad altri nomi di vecchi politici e della società civile". Questo il pensiero di Salvatore Borsellino. Ma l'affondo più duro l'ha fatto con questa esternazione: "Mio fratello non si sarebbe mai tolto la toga da magistrato" ha tuonato il fratello del giudice ucciso nel luglio del '92. Una frase davvero dura vista la storia di Ingroia, strettamente legata a quella di Paolo Borsellino non solo dal punto di vista professionale ma anche da quello umano.

Il nuovo movimento di Ingroia si muove, sempre secondo l'anima delle Agende rosse, su una strada che non ha nulla di rivoluzionario o di innovativo essendo sempre legata alle vecchie logiche di partito. Alla domanda su una sua ipotetica candidatura con l'ex pm Salvatore Borsellino risponde così: "Non sono mai stato candidato. È stata solo una trovata mediatica del movimento di Ingroia". Ora che ha preso le distanze con "Rivoluzione civile" Borsellino guarda con favore al Movimento di Beppe Grillo: "con loro ho sostenuto numerose battaglie sociali".  

 

 

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