Satan 2, il sistema balistico nucleare russo che potrebbe spazzare via una nazione: il programma rallenta

Satan 2
Il vettore R-28 Satan 2 di fabbricazione russa. La foto è stata resa nota dal Makeyev Rocket Design Bureau. Russia, 24 ottobre 2016. Makeyev Rocket Design Bureau

Al consistente armamentario bellico nucleare della Russia potrebbe ben presto aggiungersi un nuovo missile balistico intercontinentale, in grado di trasportare 10 testate nucleari di massima potenza sufficienti a distruggere un territorio grande come la Francia o, trattandosi di un missile a lungo raggio, il Texas.

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Al nuovo missile balistico russo è stato dato un nome decisamente altisonante, alla NATO è noto infatti come Satan 2, ma il suo nome vero è RS-28 Sarmat e nelle intenzioni della Russia dovrebbe sostituire i missili RS-36M, conosciuti più semplicemente come Satan e in dotazione sin dai tempi dell'URSS, dal 1974. Il Satan 2 è un supermissile intercontinentale basato a terra (ICBM) a propellente liquido termico nucleare dal peso di 100 tonnellate al quale è possibile montare una testata da 50 megatoni (e fino ad un massimo di 15 ordigni più leggeri) o una combinazione di testate progettate appositamente per distruggere i sistemi antimissile e in grado di viaggiare fino a 10.000 chilometri di distanza.

Inoltre l'RS-28 può essere armato con la Project4202, quella che sarà considerata “l'arma segreta” di Mosca: si tratta di un missile strategico ipersonico che potrebbe entrare in servizio tra il 2020 e il 2025 e che dopo la separazione dal corpo del vettore Satan 2 sarà in grado di accelerare fino a raggiungere una velocità compresa tra Mach 7 e Mach 12, ma altri dicono fino a Mach 20.7: oltre venti volte la velocità del suono.

Il corrispondente vettore di fabbricazione americana, il Minuteman III, può coprire molti meno chilometri e trasportare fino a un massimo di tre testate e questo fa del Satan 2 il primo nuovo missile balistico intercontinentale di fabbricazione russa.

Oggi la Russia vanta l'arsenale nucleare più grande del mondo, 7.300 testate nucleari, seguita dagli Stati Uniti con 6.970 testate. Mosca è in testa alla lista di sette potenze mondiali che nei loro depositi custodiscono gelosamente le armi nucleari (oltre a Russia e USA ci sono Francia, Regno Unito, Cina, Pakistan, India, Israele e Corea del Nord) e la volontà di consolidare questa posizione è ferrea e manifesta nelle stanze dei bottoni al Cremlino. Ma non tutto procede esattamente per il meglio: l'ultimo test per il Satan 2 infatti è stato ritardato più volte ed è molto difficile che possa entrare in servizio a partire dal 2018, come era in origine nelle intenzioni russe.

Il preogetto Satan 2 era stato reso noto nell'ottobre scorso, quando le autorità russe del Makeyev OKB, la compagnia che produce il vettore, hanno pubblicato un'immagine del nuovo supermissile: Makeyev faceva sapere che la commessa per il Satan 2 è stata ufficialmente firmata nel 2011, inserita nella pianificazione della Difesa per il periodo 2012-2013 e la ragione per cui il governo russo si è lanciato in questa spesa (la cui entità è ignota) è creare un “deterrente nucleare effettivo” a protezione della Federazione. Ma da annuncio trionfale quello del Satan 2 potrebbe rivelarsi un passo falso notevole, in termini proprio di deterrenza oltre che di immagine internazionale. Inoltre uno degli sforzi maggiori della ricerca bellica russa degli ultimi anni ha riguardato lo scudo spaziale, voluto fortemente dall'amministrazione di Bush jr. e sempre contestato da Mosca. Che, con l'RS-28, spera di rimettersi in testa alla “nuova” corsa agli armamenti.

Non è chiaro, hanno spiegato diversi esperti militari a Newsweek, quando il nuovo supermissile sarà effettivamente operativo: The Moscow Times ha scritto di recente che nuovi test non sono previsti entro l'anno 2017 e a quanto si riesce ad intuire questa battuta d'arresto sui test del Satan 2 sta irritando, e imbarazzando, non poco l'apparato bellico-nucleare della Federazione.

Insomma, Mosca si trova nella difficile fase del “vorrei ma non posso”: nonostante la supremazia nucleare sia russa, in termini di numeri e potenza complessiva, visti i test fallimentari e le difficoltà riscontrate con i nuovi vettori supertecnologici è lecito che insorgano dubbi anche sull'effettiva capacità attuale: la deterrenza russa vale il valore che le viene attribuito?