Scandalo Saipem in Algeria: cadono i vertici ed il titolo crolla in borsa (-18%)

  | 06.12.2012 8:41 CET
raffineria di petrolio al lavoro
raffineria di petrolio al lavoro

MILANO - Si ingigantisce lo scandalo che ha travolto i vertici di Saipem. Nel vortice delle presunte tangenti Sonatrach sono caduti Pietro Franco Tali, in qualità di vicepresidente e Ceo, e Pietro Varone, Chief Operating Officer dell'area Engineering & Construction, in via cautelare. Umberto Vergine è stato nominato nuovo Ad.

In risposta alle indagini sul caso Algeria, il Cda Saipem ha ovviamente optato per il taglio dei vertici operativi. Tali ha rimesso l'incarico, dichiarandosi: "convinto che l'attività della società si sia sempre svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e che la società si difenderà nelle sedi opportune". La nota preciserebbe, poi, che Tali non è coinvolto nell'indagine.

Il trambusto interno non è stato ovviamente apprezzato da Piazza Affari: Saipem crolla in borsa e minimo toccato al -18%; la lenta ripresa, dopo la riammissione da parte della Borsa Italiana, ha visto il titolo limare al -9.64% (ore 9:30) a 29.53 euro per azione.

Nel dettaglio dello scandalo sarebbe sotto osservazione del pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro una commissione del 2007 pagata da Saipem a Sonatrach in Algeria. La commissione, il cui valore si aggira tra i 180 ed i 200 milioni di dollari potrebbe infatti celare, secondo gli inquirenti, una tangente volta alla facilitazione dell'ottenimento di autorizzazioni e "via libera" ai lavori. Risultano indagati il direttore della Business Unit Engineering and Construction Pietro Varone che ha ricevuto l'avviso di garanzia, un altro dirigente della società e un ex dipendente.

 

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