Scie chimiche a Perugia: perché il Comune ha fatto bene a concedere il patrocinio

Scie di condensazione di un aereo
Un aereo colto a rilasciare scie composte di pericolosissimo monossido di diidrogeno, altrimenti noto come acido ossidrilico, altrimenti noto come "acqua" Sergey Kustov (CC BY-SA 3.0), via Wikimedia Commons

Da alcuni giorni il Comune di Perugia è diventato il bersaglio di critiche feroci per la decisione di concedere il patrocinio alla conferenza "Chemtrails (Scie chimiche) Geoingegneria e Manipolazione Climatica", in programma nel capoluogo umbro il prossimo 23 aprile nella splendida cornice della Sala dei Notari, all'interno dello storico Palazzo dei Priori, sede di parte degli uffici municipali. Queste critiche non possono che essere considerate faziose, ingenerose e inopportune: permetteteci di spiegare il perché.

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La conferenza è stata organizzata da Alternativa Riformista Umbria con l'intento di "portare all'attenzione del pubblico questi fatti gravi" grazie alla partecipazione di "relatori locali, nazionali ed europei". I più maligni potrebbero far notare come, in effetti, l'unico tocco di "europeo" nell'elenco dei relatori sia una professoressa di inglese di un liceo locale, ma si tratterebbe ancora una volta di un bieco tentativo di distogliere l'attenzione dal problema principale.

I "fatti gravi" ai quali si fa riferimento sono sotto gli occhi di tutti: quello delle scie chimiche è un problema estremamente serio e da affrontare con un'urgenza forse anche maggiore della strage di unicorni rosa invisibili causata (e questo ormai è un fatto assodato) dall'introduzione delle "reactions" su Facebook. E forse anche dalle scie chimiche stesse, chi può dirlo?

Il Comune di Perugia ha risposto alle critiche precisando come "il patrocinio gratuito di un Comune non avalla le teorie espresse durante gli eventi" e che "se si concedesse il patrocinio solo alle iniziative di cui si condivide l’ideologia, la teoria o comunque l’indirizzo, si renderebbe il Comune un ente che non rappresenta tutte le sensibilità della comunità e che censura o decide a priori cosa sia giusto o sbagliato".

I soliti maligni potrebbero far notare che si potrebbe parlare di patrocinio gratuito solo nel caso che la Sala dei Notari fosse stata concessa a pagamento, come avviene normalmente: secondo il sito del Comune di Perugia la tariffa per l'intera giornata è pari a 550 euro più 800 euro di deposito cauzionale. Non sappiamo se sia questo il caso (qualcuno ritiene di sì) e dal momento che non esiste la certezza se questa somma sia stata versata o meno è inutile stare a discuterne. D'altra parte, neanche questo è il nocciolo della questione. E non è neanche il fatto che un patrocinio (la cui etimologia è nella parola latina patrōnus, "difensore") significhi secondo la Treccani "sostegno da parte di un’istituzione".

Il vero punto fondamentale è la difesa delle ideologie, mirata a rappresentare "tutte le sensibilità della comunità", senza decidere a priori "cosa sia giusto o sbagliato". Poco importa che, in ambito scientifico, ideologie, opinioni e convinzioni personali contino quanto il due di denari quando si gioca a bocce. Ognuno ha il diritto a formarsi la propria idea su un argomento.

sala notari perugia palazzo priori Sala dei Notari all'interno del Palazzo dei Priori di Perugia: le pareti sono rivestite di affreschi risalenti al XIII secolo, mentre gli archi lignei sono del XV secolo  Fantasy (CC BY-SA 3.0), via Wikimedia Commons

Perché mai soffermarsi sul trascurabile dettaglio che qualsiasi ente scientifico al mondo ha da anni bollato inequivocabilmente la teoria delle scie chimiche come una bufala? Per quale motivo perdere tempo a considerare come la letteratura scientifica che spiega il fenomeno delle scie di condensazione sia enorme mentre a sostegno della teoria delle scie chimiche non esista un singolo studio pubblicato su una rivista di impact factor non infimo e sottoposta a rigorosa revisione paritaria?

Questi dati di fatto apparentemente fondamentali scompaiono di fronte alla sacrosanta necessità di "rappresentare tutte le sensibilità della comunità". Perugia è una città-gioiello, sede della 13esima università più antica al mondo fra quelle ininterrottamente in attività dalla fondazione: questo significa forse che ciò che unanimemente dice la scienza su un fatto scientifico non possa essere contraddetto?

È quindi sacrosanto supportare il Comune di Perugia in questa sua iniziativa, magari organizzando in futuro conferenze sulle prove a sostegno della teoria della Terra piatta, sull'esistenza dei Puffi o magari sulle "terapie alternative" per la cura dei tumori a base di bicarbonato. Tra i 166.000 abitanti della splendida città umbra ci sarà sicuramente qualcuno che ritiene importanti questi temi e vorrebbe approfondirli: non dare rappresentanza alla loro sensibilità sarebbe imperdonabile.

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Abbiamo provato più volte ad avere delle dichiarazioni ufficiali su questa vicenda dall'ufficio del Sindaco di Perugia o da Maria Teresa Severini, assessore a Cultura, Turismo e Università, ma ogni tentativo si è rivelato infruttuoso. Abbiamo quindi deciso di trattare l'argomento con un articolo dall'evidente tono sarcastico; restiamo comunque fiduciosamente a disposizione di quei rappresentanti del Comune di Perugia che volessero rilasciare delle dichiarazioni in merito.

Siamo comunque riusciti a parlare con il consigliere comunale Tommaso Bori, che insieme alla collega Sarah Bistocchi ha presentato un'interrogazione nel tentativo di chiarire alcuni aspetti di questa vicenda. Questo è ciò che ci ha detto:

Perugia ospiterà un convegno su un tema che in realtà è una truffa scientifica, nella quale si teorizza che ci sia un complotto internazionale che fa girare degli aerei che rilasciano dei prodotti per controllare la mente, secondo alcuni, o secondo altri il clima. Penso che il patrocinio da parte di un'istituzione, che tra l'altro ospita da 700 anni un'università, sia molto grave: l'evento non andava patrocinato e non gli andava data la sala principale della città. 

Insieme ad una collega abbiamo fatto questa interrogazione per chiedere quali siano stati i criteri del patrocinio e se la sala sia addirittura stata data gratuitamente, perché è una sala che comunque ha dei costi che associazioni scientifiche vere sono costrette a sostenere.

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