Scuola, 71mila domande dagli insegnati ma il 10% rinuncia. Rischio ‘deportazione’ per migliaia di precari del Sud

di 17.08.2015 16:38 CEST
Scuola
Alunni nell'aula di una scuola elementare Reuters

Il termine per presentare la domanda online è scaduto venerdì alle 14. Il MIUR aveva stimato una platea di 80mila richieste proveniente dagli insegnanti, ne sono arrivate 71.600. Accanto alla soddisfazione espressa dal ministro Giannini e dal premier Renzi, restano le perplessità dei sindacati che le hanno etichettate come le “domande della disperazione

Com’è noto la grande differenza rispetto al passato risiede anche nell’assegnazione dei posti: non più su base provinciale o regionale, ma in base ai punteggi e alla disponibilità resa da Nord a Sud. Saranno questi i criteri con cui il sistema assegnerà le cattedre. Pertanto il prof del Veneto con un punteggio più basso rispetto al collega pugliese potrebbe vedersi scavalcato per un posto a Verona.

Il sistema informatico provvederà, spiegano dal Ministero, ad evitare situazioni già definite come “deportazioni di massa al Nord” qualora sia disponibili più di un posto. Ma il criterio decisivo resterà il punteggio, pertanto è molto probabile che migliaia di insegnanti saranno costretti a traslocare a centinaia di chilometri, anche perché oltre il 60% dei precari, segnala Repubblica,  “figurano inseriti nelle graduatorie delle province meridionali. Mentre la maggior parte dei posti vacanti per le prime due fasi (zero e A) è al Nord”.

A proposito di ‘fasi’ in cui la Buona Scuola ha diviso il piano di assunzioni, questo primo passaggio vedrà la stabilizzazione di 47mila precari. Ci sarà un tempo tecnico da attendere, in cui gli Uffici Scolastici dovranno organizzare le supplenze. A partire da settembre arriveranno le proposte del sistema informatico. “Chi rinuncia alla nomina – viene specificato dal MIUR - è automaticamente escluso dalle fasi successive ed è cancellato da tutte le graduatorie in cui è iscritto”

Conclusi questi primi due passaggi, si procederà (a novembre) con la cosiddetta fase C. “dedicata alla copertura dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa così come previsto dalla Legge 107/2015. Tali posti a livello nazionale sono 55.258… I posti del potenziamento sono ripartiti fra le classi di concorso in base al fabbisogno di docenti, inclusi i collaboratori del dirigente scolastico, che le scuole comunicano al sistema informativo dal 21 settembre al 5 ottobre e che gli USR verificano immediatamente dopo tenendo conto delle graduatorie”.