Scuola, precari verso la beffa: assunzioni ridotte e appese al Parlamento. Studenti in piazza

di 12.03.2015 9:48 CET
Studenti
Immagine d'archivio Reuters

148mila era il numero magico del settembre 2014, il 'botto' annunciato da Matteo Renzi si presentò sotto forma del programma 'La Buona Scuola'. 148mila era il numero dei precari che sarebbero stati stabilizzati (assunti) entro il 1° settembre 2015. Oggi pomeriggio, 12 marzo, il Consiglio dei Ministri non dovrebbe rispettare le promesse. Ancora una volta.

Le stabilizzazioni non dovrebbero superare le 100mila, con un taglio di oltre il 30% rispetto agli annunci di sei mesi fa. Inoltre i fortunati 100mila non saranno assunti tutti entro i prossimi sei mesi, ma probabilmente entro due o più anni. Sono le indiscrezioni filtrate fino alla giornata di ieri. Vedremo se il CDM sorprenderà in positivo. Altro punto che non farà piacere ai sindacati la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi.

Entro la data del 1° settembre le stabilizzazioni dovrebbero rivolgersi ad una platea di circa 50mila docenti, un terzo di quanto promesso. Ma non è finita. Lo strumento sarà un disegno di legge, non il decreto che sembrava scontato fino ad un paio di settimane fa. Il Parlamento dovrà fare in fretta per consentire una rapida approvazione della legge e dare il tempo alla macchina burocratica di fare il resto, espletando le varie procedure di assegnazione. Non è detto che il tempo basti.

Sugli scatti di anzianità il Corriere della Sera riportava sempre ieri la notizia della retromarcia del governo: "Si torna alle origini. Gli scatti di stipendio di un professore tornano ad essere legati al 100 per cento all'anzianità. Come succede già adesso. E i più meritevoli verranno premiati sì, ma devono essere trovate risorse fresche"

Altro capitolo delicato le detrazioni fiscali per le famiglie che hanno uno o più figli iscritti alle scuole paritarie. Si era parlato fino alla scorsa settimana di un bonus fino a 4mila euro per famiglia, con uno stanziamento complessivo di circa 400 milioni. La cifra dovrebbe essere parzialmente ridimensionata, escludendo le scuole superiori e confermando la detrazione per scuole dell'infanzia e primarie.

Proprio oggi sono in programma una serie di manifestazioni di protesta in tutta Italia contro la riforma del governo, organizzate dall'Unione degli Studenti. "Noi non ci limitiamo a chiedere il ritiro de 'La Buona Scuola', ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte ieri in una conferenza stampa alla Camera. Vogliamo un 'Altra Scuola' giusta che riparta da sette priorità: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell'istruzione; un'alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull'edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell'autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica".