Scuola, sciopero generale 17 marzo: lezioni a rischio, tutto ciò che c’è da sapere

di 15.03.2017 17:24 CET
La Buona Scuola
Manifestanti scioperano contro la riforma della scuola Renzi-Giannini Reuters

Marzo è un mese pieno di scioperi. Tra la protesta internazionale dell’8 marzo e lo sciopero indetto dai tassisti indetto per il 23 marzo ce ne sarà un altro venerdì 17 marzo. Stavolta ad essere coinvolta è la scuola. Docenti, personale ata e lavoratori del comparto incroceranno le braccia per tutta la giornata allo scopo di protestare ancora una volta contro la legge n.107 del 2015, meglio nota come “Buona Scuola”, la riforma voluta e approvata dall’ex Governo Renzi un anno e mezzo fa. Nel dettaglio, a causare la reazione dei sindacati sono gli otto decreti attuativi della legge 107 che attualmente stanno affrontando l’esame delle Commissioni parlamentari.

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A causa dello sciopero, per tutta la giornata le lezioni saranno a forte rischio e alcune scuole potrebbero addirittura rimanere chiuse anche perché, stavolta, si prevede un’alta partecipazione.

La protesta è stata organizzata da alcuni tra i principali sindacati di categoria, vale a dire: Usb, Cobas, Unicobas Scuola, Cub, Orsa, Anief e FederAt.

Docenti e personale scolastico sciopereranno per tutta la giornata di venerdì 17 marzo, mentre  a Roma, davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione, è stata organizzata una manifestazione che avrà inizio alle ore 9.30.

Scuola, sciopero generale 17 marzo: i decreti attuativi

L’obiettivo dello sciopero, in base a quanto dichiarato dagli stessi sindacati, è quello di chiedere il ritiro dei decreti delega sulla scuola, vale a dire dei provvedimenti che porteranno a compimento la riforma, tra i quali figurano la riforma del sostegno, le modifiche alla maturità e all’esame di terza media, l’alternanza-scuola lavoro, il test invalsi,  la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale e le modifiche al sistema di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado.

Scuola, sciopero 17 marzo: le motivazioni

Per spiegare le motivazioni alla base dello sciopero, il sindacato USB fa riferimento anche al referendum costituzionale: “il 4 dicembre il mondo della scuola ha contribuito in modo concreto e forte alla vittoria schiacciante del no: con un solo voto i lavoratori della scuola hanno bocciato sia la riforma costituzionale che la “buona scuola”. Il governo invece di raccogliere il segnale dei lavoratori, ha reagito con arroganza antidemocratica, licenziando le otto leggi delega che, nel loro insieme, completano il processo di distruzione della scuola della repubblica, annichilendo il diritto allo studio e smantellando definitivamente la qualità dell’Istruzione pubblica e statale, svilendo ancora una volta il ruolo e l’impegno dei lavoratori della scuola”

A riscaldare gli animi ha contribuito anche l’accordo sulla mobilità docenti 2017(2018 raggiunto nel mese di gennaio.

Scuola, sciopero 17 marzo: le manifestazioni

Oltre alla manifestazione di Roma davanti al ministero dell’Istruzione, ne sono state  organizzate altre sette in altrettante città dislocate da Nord a sud del Paese: Napoli, Bari, Torino, Bologna, Cagliari, Palermo e Catania. A queste, fanno sapere i sindacati, si affiancheranno ulteriori iniziative, presidi e cortei in tutta Italia.