Goradze assediata

Torbein / Flickr

Gorazde: vent'anni fa l'assedio serbo bosniaco che uccise 300 persone

Gorazde, una delle città dichiarate “zona di sicurezza” dall’Onu assieme a Sarajevo e Srebrenica, venne attaccata dai serbo bosniaci verso la fine di marzo del 1994. L'assedio si concluse il 23 aprile dello stesso anno e il bilancio fu di 300 morti e 1100 feriti.

Russia

Russia, Gmail e Skype a rischio: Snowden sta cambiando idea su Putin? [VIDEO]

Il nuovo pacchetto di leggi anti-terrorismo mette in serio pericolo la privacy degli utenti ed il lavoro dei blogger in Russia.

Russia

Il gioco d'azzardo salverà la Crimea? Putin ci pensa (e intanto "spegne" le banche ucraine)

Con un buco da un miliardo di euro l'anno la Crimea è in una situazione tutt'altro che florida. Putin spera di risolvere la questione legalizzando il gioco d'azzardo nella penisola.

Ucraina

Ucraina, sparatoria mette in dubbio gli accordi di Ginevra. Continua la guerra di accuse fra Kiev e Mosca

Tutto fuorché la pace in Ucraina: le parti si accusano a vicenda nel tentativo di apparire parte lesa e giustificare così un eventuale intervento armato contro i terroristi oppure una nuova invasione russa.

Gerusalemme

Pasqua: stesso giorno per cristiani e ortodossi

In una straordinaria coincidenza, quest’anno la Pasqua cristiana coinciderà tra ortodossi e cattolici. Due miliardi di fedeli festeggeranno in tutto il mondo.

Internazionale

Uno sherpa sull'Everest

Everest: muoiono più sherpa che alpinisti occidentali. La loro vita vale così poco?

Dal 1950 al 2009, la montagna più alta del mondo è diventata sinonimo di morte per 608 sherpa e per 224 alpinisti. Alla base di questa differenza la pericolosità del lavoro svolto dai portatori, veri e propri apri-pista delle spedizioni internazionali.

In evidenza

Mordechai Vanunu, ex tecnico nucleare israeliano

Mordechai Vanunu, eroe o traditore? Ecco l'uomo che rivelò i segreti atomici di Israele

Dopo 18 anni di carcere, di cui 11 in isolamento Mordechai Vanunu continua a subire l'oppressione di Tel Aviv. L'ex tecnico nucleare, colpevole di aver svelato al mondo il programma nucleare israeliano nel 1986, non può lasciare il Paese e non può parlare con cittadini stranieri o giornalisti.

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