Si torna a parlare di 'grande coalizione'

di 28.01.2013 14:54 CET
Senato in foto di archivio
foto di archivio reuters

"Una grande coalizione? Non so se avrebbe il sapore della vecchia politica, forse avrebbe quello della politica necessaria". Mario Monti, ospite di Omnibus su La7, traccia una linea che riporta al recente passato.

I sondaggi continuano a delineare una situazione di ingovernabilità e il Professore lancia il bis dell'ammucchiata che ha governato dal novembre 2011 fino allo scorso dicembre, nonostante negli ultimi tempi abbia descritto Pd e Pdl come 'freni' del suo governo. Ma si sa, in politica le idee si cambiano in base a come soffia il vento. E se Monti fosse un marinaio il suo anemometro segnerebbe 'bonaccia' (totale assenza di vento).

In casa Pd è tornato di moda Massimo D'Alema, che in questi giorni fa le veci di Pierluigi Bersani, lasciando la porta socchiusa. "Nei Paesi democratici il governo lo forma chi vince le elezioni, quindi Bersani, che discuterà anche con Monti - ha risposto l'ex ministro degli Esteri - Il problema non è il programma di Monti o quello di Vendola, ma quello di Bersani, perché è il premier che decide".

Da 'destra' risponde un altro ex ministro. Renato Brunetta, a parole, quella porta la chiude senza se e senza ma: "Vinceranno il centrodestra o il centrosinistra: non c'è spazio per soluzioni terze e sicuramente non con Monti. Prendo atto che il premier ha visto che il suo governo ha fallito: aveva una grossa coalizione, ha fatto più di 50 fiducie, tre riforme, Imu, Lavoro e pensioni: sbagliate". Per inciso, tutte riforme votate anche dal Pdl.

 

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