Sicilia, i Cinque Stelle rinunciano a 1,4 milioni di rimborsi elettorali. Ma la polemica è sempre dietro l’angolo

di 14.11.2012 17:33 CET
Cinque Stelle
"Scusateci, non candidiamo Ciccioline" Reuters

Ogni promessa è debito. E il Movimento Cinque Stelle fa un altro passo in avanti in tal senso e nella credibilità di cui gode nel Paese. Il portavoce siciliano e candidato alla Presidenza delle passate elezioni Giancarlo Cancelleri ha "restituito" 1,4 milioni di euro di rimborsi elettorali cui il Movimento aveva diritto. Lo ha fatto davanti alla sede dell'Assemblea Regionale Siciliana con un fac-simile gigante.

"Al di là del gesto simbolico oggi con un atto formale invieremo alla presidenza della Camera dei deputati e, per conoscenza alla Presidenza dell'Ars, una rinuncia ufficiale ai rimborsi. La nostra speranza è che lo stesso esempio sia seguito dagli altri partiti dando cosi seguito al referendum del '93 con cui i cittadini hanno voluto dire no a finanziamento pubblico ai patiti"  ha dichiarato Cancelleri durante la 'cerimonia'.

"Sulla rinuncia delle indennità  dei singoli deputati dell'Ars, non ci sono particolari problemi - ha proseguito - Possiamo seguire due strade: o una donazione formale alla Regione siciliana, oppure attivare uno specifico capitolo di bilancio all'Ars da destinare, ad esempio, al micro-credito. Rimane da capire il problema delle tasse da versare a fronte di uno stipendio di circa 20mila euro al mese. Di questo parleremo con un consulente ma, oltre ai 2.500 euro già stabiliti e alla diaria, non vorremmo superare i quattromila euro, considerata la differenza da versare per le tasse".

La "cerimonia" del Movimento Cinque Stelle non è piaciuta a Grande Sud che, per bocca della coordinatrice nazionale Costanza Castello, ha attaccato il gesto, ritenuto prettamente mediatico. "I rimborsi elettorali non sono automatici, bisogna chiederli. La nuova normativa è chiara: per ottenere il denaro pubblico bisogna fare un'esplicita richiesta entro il trentesimo giorno successivo alla data delle elezioni. Se non la si fa, non si riceve un euro. Non serve, pertanto, alcuna lettera di rinuncia. Non si scrive una missiva per confermare di volersi avvalere di un diritto. Lo si esercita e basta".

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