Siria, corrispondenti esteri uccisi dai cecchini di Assad

di 20.01.2013 16:17 CET

L'ANHRI, il network arabo per i diritti arabi, condanna fortemente gli omicidi del corrispondente di una rivista d'assalto francese EiF Dibay e Mohamed el Haurami, corrispondente di Aljazeera, entrambi uccisi dai cecchini del regime durante i servizi nella zona di Aleppo, a nord e a Dara, nel sud della Siria.

I cecchini del regime avrebbero assassinato il corrispondente Dibay  il 17 Gennaio, durante i violenti scontri tra i ribelli e il regime nel nord della Siria, mentre il corrispondente di Aljazeera avrebbe perso la vita durante delle riprese a sud della Siria : a quanto sembra il secondo omicidio sarebbe avvenuto per mano del 33enne Mohamed el Mosalam ,arrestato insieme alla sua famiglia dall' Intelligence siriana all'inizio della rivoluzione nel marzo del 2011.

L'ANHRI ha dichiarato che "la persistenza del regime criminale viola i diritti del giornalismo e la libertà di espressione soprattutto vietando l'accesso alle fonti dell'informazione stessa. Questa è una violazione seria alla libertà che testimonia,una volta dopo l'altra, la ristrettezza di questo sanguinoso regime che tenta di bloccare le informazioni e testimonianze che potrebbero dare consistenza alle varie accuse di violazioni del regime nei confronti dei ribelli" e chiede, inoltre, alla Segreteria Generale della Lega Araba capitanata da Nabil El Arab e al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon di informarsi su questo regime che sta prendendo come bersaglio i giornalisti e corrispondenti e di cominciare a partecipare alle dispute nel regime di Assad , ponendo attenzione alle violazioni dei diritti che ne stanno diventando l'oggetto principale.

 

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