Siria: ritrovata l'intesa tra Stati Uniti e Russia?

di 10.05.2017 11:05 CEST
Sukhoi Su-24 in Siria
Un jet da combattimento Sukhoi Su-24 prende il volo dalla base di Latakia, in Siria RUSSIAN MINISTRY OF DEFENSE/REUTERS

Secondo un comunicato del ministero degli Esteri russo, i generali hanno confermato che “le parti torneranno a rispettare pienamente il memorandum Russia-USA comprendendo la sicurezza aree e per prevenire i rischi di incidenti nello spazio aereo siriano, continuando inoltre a lavorare su misure addizionali per evitare situazioni di conflitto nel corso di operazioni contro l’Isis (noto anche come Stato Islamico) e Jabhat al-Nusra”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stato russa Tass, che ha usato il nominativo arabo per riferirsi al Fronte al-Nusra, un gruppo affiliato ad al-Qaeda”.

Lo scorso mese Mosca ha interrotto le comunicazioni dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato un attacco aereo su una base aerea dell’esercito siriano, il quale è stato accusato da Trump di aver usato armi chimiche contro i civili nella zona di Idlib, che è in mano ai ribelli. Assad e Putin respinsero le accuse formulate dal governo statunitense. L’attacco effettuato con i missili da crociera non ha causato molte vittime e la Russia è stata avvertita prima dell’attacco, ma l’aggressione ha comunque rappresentato un punto di rottura nelle relazioni tra il Cremlino e la Casa Bianca, considerati precedentemente alleati.

SEGUICI SU FACEBOOK  E SU TWITTER

Durante una conversazione telefonica intercorsa la settimana scorsa, Putin e Trump sono sembrati aver ritrovato l’intesa sulla visione politica in Siria, dove centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita e milioni di persone hanno perso le proprie abitazioni, da quando è iniziato il conflitto civile nel paese nel 2011. La Russia ha proposto l’idea di stabilire delle safety zone per i civili in fuga dalla violenza. L’idea è stata suggerita in precedenza da Trump e quattro safety zone sono state create giovedì scorso nel corso dei colloqui di pace, che hanno portato a un memorandum firmato dalle forze alleate di Assad, ovvero Iran e Russia, a cui si è aggiunta anche la Turchia, la quale supporta le forze di opposizione. Il segretario della Difesa statunitense James Mattis ha detto lunedì che “tutto è in programmazione in questo momento”, indicando che ci sono domande che ancora devono trovare risposta all’interno dell’accordo.

[[nid:1496870]]

“Chi garantirà la loro sicurezza? Chi verrà ingaggiato per questa operazione? Chi verrà tenuto lontano da loro? Sono tutti dettagli che devono ancora trovare una risposta”, ha detto Mattis, secondo quanto riportato da Associated Press.

Il ministro degli Esteri Walid al-Moallem ha detto lunedì che a nessuna forza internazionale sarà permesso di entrare nelle safety zone, come ha scritto Bloomberg news. L’accordo impedisce agli aerei statunitensi di entrare nello spazio aereo in corrispondenza di queste aree, e l’esercito siriano ha promesso che non ci saranno attacchi aerei, da parte di siriani o russi, all’interno di queste zone.

Mercoledì, il segretario di Stato Rex Tillerson terrà un incontro con la sua controparte russa Sergei Lavrov per discutere nuovamente di Siria e delle problematiche internazionali connesse al conflitto.