Siria: soldati stuprano e uccidono le donne

  | 16.08.2012 12:41 CEST
Donne vittime di violenze
Donne vittime di violenze

In Siria i soldati stuprano e uccidono le donne con proverbiale nonchalance. Un caso avvilente che sta raggiungendo fenomeni elevatissimi da parte della Shabiha, la milizia civile leale al presidente Bashar Al Assad composta di appartenenti alla setta Alawita di cui fa parte anche il presidente. Molte le donne vittime del più meschino dei soprusi: lo stupro.

A indagare sull'ennesimo scempio ai danni del gentil sesso è il Daily Beast, che denuncia il ricorso sistematico allo stupro e alla violenza da parte dei miliziani siriani. Il quotidiano riporta il racconto drammatico di Saima, 40 anni,  che riferisce delle prepotenze che ha subito con il marito e la figlia di solo quattro anni: "Ha visto morire la prima moglie del marito, di sé stessa, andata ad un passo dalla morte, e dello stupro di un'amica", scrive il Beast, che riporta le dichiarazioni della direttrice regionale di Human Rights Watch. "Usano lo stupro per terrorizzare e punire i ribelli. I soldati e le milizie governative hanno violentato ragazze anche di 12 anni durante le persecuzioni e le azioni militari nelle zone residenziali".

E non è tutto. Lo scorso febbraio Saima era con la sua "sorella-moglie" nella casa a nord di Aleppo, dove avevano trovato rifugio: è lì che la milizia è arrivata. "Alcuni li ho riconosciuti, erano del distretto alawita qui vicino. Ero seduta con la mia 'sorella-moglie' e i nostri bambini. La Shabiha ci ha ordinato di stare in piedi e ha iniziato a sparare".

I figli della prima moglie di suo marito e la donna, sono morti: lei è rimasta viva per miracolo grazie all'"indulgenza" di un miliziano che era tornato per uccidere ma distratto da altro. Come se non bastasse, quel giorno vide la sua vicina di 26 anni incinta sulla strada uccisa e violentata: "Era nuda ed era stata stuprata, i segni erano evidenti".

Il racconto drammatico della donna viene avvalorato da quello di un miliziano pentito della Shabiha: "Qualche mio amico che si è rifiutato di stuprare è stato ucciso: io sono riuscito a disobbedire e fortunatamente gli ufficiali erano distratti. Parliamo di graduati principalmente Alawiti, che prendevano di mira le case dell'opposizione ad Homs, radunavano le ragazze e le stupravano. Poi le uccidevano quando tutti avevano finito. Volevano che si sapesse che le ragazze erano state stuprate, ma non potevano rischiare che esse sopravvivessero per identificarli".

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