SpaceX lancia il suo carico più pesante e "spreca" un razzo per il bene di tutti noi [VIDEO]

falcon 9 spacex
15 maggio 2017: un razzo Falcon 9 lascia il Kennedy Space Center per la missione Inmarsat-5 SpaceX

SpaceX ha completato un lancio piuttosto "anomalo" di un Falcon 9 per la messa in orbita di un satellite in orbita geostazionaria di trasferimento. L'anomalia risiede nel fatto che il carico in questione sia stato il più pesante mai trasportato da un razzo da questo tipo e, soprattutto, dal fatto che non sia stato tentato il rientro del primo stadio, com'è ormai abitudine per l'azienda californiana.

Il satellite Inmarsat-5 F4 che si trovava a bordo è il quarto ed ultimo componente di una costellazione chiamata Global Xpress, il cui scopo è fornire una connessione internet ad aerei e navi in tutto il mondo. Esistono quindi ottime probabilità che negli anni a venire vi troviate a navigare in rete grazie al segnale fornito da questo e dagli altri tre satelliti, che sono stati lanciati a bordo di razzi russi Proton tra il 2013 ed il 2015.

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Il fatto che il primo stadio del Falcon 9 non sia stato fatto rientrare, com'è ormai pratica consueta per SpaceX, dipende dal fatto che la navicella in questione abbia un peso di 13.500 (poco più di 6.100 kg), che ne fanno il payload più pesante mai trasportato in orbita da un razzo di questo tipo, che comunque nella sua versione "Full Thrust" può arrivare a spingere in orbita di trasferimento geostazionaria sino a 8.300 kg.

Il rientro del primo stadio non può essere effettuato in condizioni simili, o comunque risulta essere estremamente difficile. L'atterraggio richiede infatti un certo quantitativo di propellente ancora a disposizione, ma la necessità di portare in orbita un carico così pesante impone di bruciarne parecchio.

In particolare, quando un carico va trasportato in orbita di trasferimento geostazionaria (il che significa circa 36.000 km sulla superficie terrestre) e non nella più vicina orbita terrestre bassa allora il consumo di carburante è ancor più elevato. Questo significa che nei serbatoi non ne rimane abbastanza per eseguire la tanto complessa quanto spettacolare manovra.

Due minuti e 50 secondi dopo il lancio, avvenuto dal Kennedy Space Center in Florida, il primo stadio ha invece esaurito il proprio compito ed è precipitato verso l'Oceano Atlantico, mentre il secondo stadio ha continuato a spingere il satellite verso la propria orbita, dov'è arrivato circa 32 minuti dopo il liftoff.

In teoria, anche in questo caso SpaceX avrebbe potuto tentare il recupero del primo stadio. Del resto, l'azienda di Elon Musk nei mesi scorsi aveva annunciato che l'ultimo lancio con un razzo "expendable", ossia sacrificabile, sarebbe stato quello con il quale la società californiana ha portato in orbita il satellite Echostar 23. Ad annunciarlo era stato lo stesso Musk, via Twitter.

Il vulcanico multimiliardario aveva forse ancora in testa il piano dei lanci previsto nel 2014, quando il contratto con Inmarsat era stato siglato, quando si prevedeva che a questo punto sarebbe stato già in servizio il Falcon Heavy, ossia il più potente razzo al mondo. Il programma ha però subito una lunghissima serie di ritardi, tanto che il veicolo è ancora in fase di collaudo: appena pochi giorni fa è stata infatti effettuata la prima accensione a piena potenza dei motori (il cosiddetto "Static Fire Test").

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Con il Falcon Heavy il rientro del primo stadio sarebbe stato possibile, ma non con il più piccolo Falcon 9. Al di là dei ritardi, non si può certo dire che SpaceX stia rimanendo con le mani in mano: appena pochi mesi fa, l'esplosione di un razzo sulla rampa di lancio sembrava aver appeso ad un filo il destino dell'azienda californiana.

Una volta accertata la causa dell'esplosione, SpaceX è invece tornata in affari più determinata che mai, effettuando il primo lancio con un razzo dotato di un primo stadio "usato" ed effettuando ben sei missioni (inclusa quest'ultima) nei quattro mesi e mezzo del 2017. La prossima è prevista per l'1 giugno, quando partendo dal Kennedy Space Center un razzo Falcon 9 spingerà una capsula Dragon verso la Stazione spaziale internazionale. In quel caso dovremmo assistere all'ormai consueto tentativo di rientro.

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