SpaceX vuole fare la storia con 2 lanci in 48 ore

spacex falcon 9
30 marzo 2017, un Falcon 9 di SpaceX lascia la piattaforma 39A del Kennedy Space Center: per la prima volta un razzo va nello spazio spinto da un primo stadio "usato" SpaceX

SpaceX sta per affrontare una "prova d'esame" fondamentale nella strada che, nelle speranze di Elon Musk, dovrebbe condurre l'azienda californiana ad operare come una linea aerea, con operazioni estremamente frequenti e possibilmente con equipaggio: nel giro di 48 ore dovrebbero infatti essere effettuati ben due lanci di un Falcon 9.

Non si tratta di qualcosa di pianificato: SpaceX aveva in programma il lancio di BulgariaSat-1, un satellite per le telecomunicazioni bulgaro da piazzare in orbita geostazionaria, per il 19 giugno; domenica 25 giugno è invece il giorno designato per il liftoff di un Falcon 9 con a bordo un satellite della costellazione Iridium.

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Il lancio di BulgariaSat-1 è stato però rinviato per la necessità di sostituire una valvola pneumatica nella carenatura: la nuova opportunità per il liftoff è stata quindi spostata al 23 o al 24 giugno. Potrebbe quindi verificarsi quello che la stessa SpaceX ha definito un "weekend doubleheader": nel gergo del baseball, un "doubleheader" è la situazione nella quale vengono giocate due partite consecutivamente, nello stesso giorno e fra le stesse squadre.

Ad ogni modo, le due operazioni non saranno svolte nello stesso luogo (la cosa presenterebbe delle difficoltà tecniche quasi insormontabili): il lancio del BulgariaSat-1 avverrà infatti dalla storica piattaforma 39A del Kennedy Space Center in Florida, mentre l'Iridium partirà dalla costa opposta degli Stati Uniti, ossia dalla Vandenberg Air Force Base in California.

BulgariaSat-1 è il primo satellite per telecomunicazioni della Bulgaria: una volta giunto in orbita geostazionaria 35.800 km sopra l'equatore il suo scopo sarà quello di fornire una copertura televisiva satellitare per il suo paese d'origine, la Serbia ed alcune parti dei Balcani. Il primo stadio del Falcon 9 che spingerà la navicella nello spazio è "flight-proven", ossia è già stato sfruttato in una missione.

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Per la precisione, si tratta del booster che contribuì a portare in orbita 10 satelliti della costellazione Iridium a gennaio di quest'anno. non si trattò di un lancio qualunque, bensì del ritorno in attività di SpaceX dopo il catastrofico incidente sulla rampa di lancio di Cape Canaveral dello scorso settembre che, secondo alcuni, mise a rischio l'esistenza stessa dell'azienda di Musk.

La società californiana non solo è tornata in affari, ma lo ha anche fatto alla grande, completando tra le altre cose a marzo di quest'anno il suo primo lancio con un razzo dotato di un primo stadio "usato". Ovviamente, perché si completi l'ambizione di Musk di creare una colonia umana su Marte saranno necessari lanci molto più ravvicinati che non ogni 24 o 48 ore, ma il miliardario statunitense e SpaceX hanno dimostrato già più volte di essere capaci di stupire l'industria dei viaggi nello spazio.

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