Spesometro 2017, mancata presentazione, ritardo o errori: rischio sanzioni salate, ma c'è il ravvedimento operoso. Tutte le info

di 21.04.2017 17:10 CEST
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Agenzia delle entrate reuters

Archiviate entrambe le scadenze dello spesometro è arrivato il momento di pensare al dopo. Soprattutto per chi ha compiuto errori o per chi si ritroverà a presentare il modello polivalente con ritardo.

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Ricordiamo infatti che i contribuenti mensili avrebbero dovuto effettuare la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA  compiute nel periodo d’imposta 2016 entro il 10 aprile, mentre per i soggetti trimestrali il termine ultimo fissato dall’Agenzia delle Entrate per il 2017 era giovedì 20 aprile.

La presentazione dello spesometro è obbligatoria. Dunque coloro che non hanno presentato il modello entro le scadenze previste, che lo presenteranno in ritardo o che abbiano inserito al suo interno dati errati o incompleti dovranno correre ai ripari.

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Sanzioni


Il rischio, infatti è quello di incorrere in multe salate. La legge infatti, nei tre casi sopra elencati prevede delle sanzioni.

Nel dettaglio, in base a quanto previsto dalla legge n.122 del 2010 e in base a quanto chiarito nella circolare 24/E/2011 relativa allo spesometro: “L’omessa trasmissione della comunicazione, nonché l’invio della stessa con dati incompleti o non corrispondenti al vero, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 258 a un massimo di 2.065 euro”. L’importo cambierà in base ai giorni di ritardo.

Ravvedimento operoso


C’è però una possibilità di ridurre l’ammontare della sanzione. Quella di presentare una comunicazione integrativa o rettificativa, ricorrendo parallelamente all’istituto del ravvedimento operoso che consentirà al contribuente di regolarizzare la propria posizione fiscale di fronte all’Agenzia delle Entrate.

Percorrendo questa via si pagherà comunque una multa, ma l’importo sarà ridotto e calcolato in base ai giorni di ritardo dalle scadenze previste. Alla sanzione dovranno essere aggiunti anche agli interessi di mora, calcolati sempre in base ai giorni di ritardo, ma anche sul tasso legale.

Per pagare quanto dovuto il contribuente avrà la possibilità di utilizzare il modello F24, utilizzando il codice tributo 8911.

Per calcolare quanto dovuto usufruendo del ravvedimento operoso occorre basarsi sulle regole stabilite dalla riforma che ha variato la misura delle sanzioni a partire dal 1° gennaio 2016.

Nel dettaglio, la normativa prevede cinque diversi  tipi di ravvedimento. Le differenti tipologie variano in base ai giorni (o agli anni) di ritardo e alla misura della sanzione applicata. Nel dettaglio:

  • ravvedimento sprint, entro 14 giorni successivi alla scadenza. Sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • ravvedimento breve, dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza: sanzione ridotta all’1,50 % fisso;
  • ravvedimento lungo, entro 90 giorni: sanzione all’1,67%;
  • ravvedimento lungo o annuale, per le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi dal 91° giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione : sanzione al 4,20%;
  • ravvedimento ultrabiennale, oltre i due anni dal compimento dell’omissione o dell’errore: sanzione al 5%.

Di seguito una tabella riassuntiva:

Ravvedimento operoso Ravvedimento Operoso  Tabella IbTimes