Statali: stipendi, Testo Unico, premi, telelavoro. Le novità della settimana per i dipendenti pubblici

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Marianna Madia REUTERS/Remo Casilli

Quella appena iniziata, per i dipendenti pubblici, sarà una settimana molto intensa. Il 13 febbraio infatti si terrà l’incontro con i sindacati sulla bozza di riforma del Pubblico Impiego. In ballo ci sono temi di importanza fondamentale: dagli stipendi ai licenziamenti, passando per le visite fiscali, le regole sul telelavoro ecc.

La dead line sarà il Consiglio dei ministri che si terrà nel weekend, nell’ambito del quale il Governo sarà chiamato ad esaminare i tre decreti della riforma Madia dopo le modifiche dovute alla bocciatura della Consulta. Scendendo nel dettaglio, l’Esecutivo guidato da Paolo Gentiloni dovrà analizzare il decreto riguardante il taglio delle partecipate, quello relativo ai furbetti del cartellino e i cambiamenti relativi alla dirigenza sanitaria.

A rimpinguare ancora di più la già folta schiera di argomentazioni da trattare ci saranno anche il Testo Unico sul pubblico impiego e la questione del rinnovo dei contratti. I sindacati non hanno alcuna intenzione di fare passi indietro sull’accordo firmato lo scorso 30 novembre, in base al quale è previsto che lo stipendio aumenti mensilmente di 85 euro lordi. Ma vediamo uno per uno i temi più importanti che potrebbero essere chiariti nell’arco della settimana.  

Statali: lo stipendio e i premi

Entro la fine della settimana in corso i dipendenti pubblici potrebbero avere novità importanti riguardanti le parti “variabili” del loro stipendio. Prima si dovrà riscrivere il Testo Unico del pubblico impiego, poi si passerà ai negoziati sul rinnovo del contratto. Questo l’iter previsto che sarà anche al centro del confronto di oggi tra il Governo e i sindacati.

Il blocco non più essere più protratto. In base a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza della Corte Costituzionale la macchina contrattuale deve finalmente essere riavviata. Al centro del confronto tra le due parti ci saranno le indennità variabili degli statali che valgono mediamente 2.300 euro per lavoratore e arrivano fino agli 11mila euro per dipendente negli enti pubblici non economici. Al contento, l’Esecutivo intende intervenire si premi, spingendo su una maggiore selettività e su parametri (fissi) più stringenti (50% dei premi sul 25% dei dipendenti). 

La volontà attuale sembra essere quella di riscrivere le regole percorrendo la strada di una maggiore flessibilità. Come? In base a quanto anticipato dal Sole 24 Ore, si vorrebbe eliminare l'obbligo di far confluire nei primi di produttività la cosiddetta "quota prevalente" dei fondi accessori (quelli che servono a finanziare le indennità aggiuntive allo stipendio base), mettendo da parte l'azzeramento dei "premi a quota prefissata precedentemente prevista, tagliando le risorse destinate ai premi nelle amministrazioni in cui le assenze sono superiori alle media del settore, ecc.

Statali: il Testo Unico del pubblico impiego

L’altro tema centrale del colloquio sarà il nuovo Testo Unico del pubblico impiego sul quale i sindacati promettono battaglia. L’impianto del testo non piace né alla CGIL né a CISL e UIL. Secondo le varie associazioni infatti più che stabilire delle regole giuste, il Governo intenderebbe punire i dipendenti pubblici, ormai troppo spesso associati ai cosiddetti “furbetti del cartellino”, allargando il raggio d’azione dei licenziamenti.

Nel dettaglio, il Testo Unico aggiunge alla casistica dei licenziamenti disciplinari già contemplati nell’ambito della legge Brunetta, altre quattro tipologie. In base a quanto previsto attualmente dalla bozza, gli statali potranno essere licenziati per gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento. Insieme a loro verranno messi alla porta anche i dirigenti che non applicano una sanzione disciplinare per "commissione dolosa o gravemente colposa". Perderà il posto anche chi porrà in essere una "reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa" e scarso rendimento.

Statali: il telelavoro

Un altro degli intenti del Governo è quello di accelerare sulle norme che implementino il cosiddetto telelavoro attraverso misure volte ad andare incontro alle esigenze dei dipendenti, semplificando il part-time e prevedendo accordi tra amministrazioni e asili nido ed enti per campi estivi allo scopo di consentire una maggiore conciliazione scuola-lavoro.

Attualmente infatti, in base ai dati derivanti dalla Ragioneria dello Stato, la quota degli statali che optano per lo smartworking è quasi pari allo zero, mentre il part time è pari al 5,6.

Il ministero della Pubblica Amministrazione guidato da Marianna Madia sta lavorando su una direttiva ad hoc per implementare il telelavoro e consentire ai lavoratori di scegliere questa possibilità.

Ricordiamo che la riforma Madia stabilisce inoltre che, previa istanza, entro il 2018 almeno il 10% dei lavoratori pubblici debba avere accesso a nuove modalità spazio-temporali di gestione del proprio impiego, attraverso nuove condizioni di servizio.