Sud Africa: per risolvere la grave crisi economica serve più del ministro delle finanze Pravin Gordhan

di 16.12.2015 17:52 CET
Gordhan e Lesetja
Il ministro delle Finanze sudafricano Pravin Gordhan (a sinistra) con il governatore della Reserve Bank of South Africa Lesetja Kganyago, Pretoria, 11 dicembre 2015. REUTERS/SIPHIWE SIBEKO

La più sviluppata e seconda economia del continente africano sta fronteggiando una crisi economica e finanziaria che mette a dura prova la reputazione del Sudafrica. Solo la scorsa settimana il Sudafrica ha visto alternarsi tre diversi ministri delle Finanze, una costante tendenza al ribasso delle sue borse e la precipitazione del valore della valuta dopo il brusco rallentamento dell'economia della Cina, suo principale partner commerciale.

La riconferma del prudente Pravin Gordhan come ministro delle finanze questa settimana ha restituito un po' di fiducia ai mercati, ma la crescita economica non verrà stimolata unicamente da questa nomina; secondo gli analisti il governo sudafricano dovrebbe ora rivedere la spesa pubblica, contrastare la disoccupazione e impegnarsi per attrarre investimenti privati nel settore energetico e negli altri settori industriali in difficoltà.

“Pravin è molto rispettato, bene o male fa ciò che dice, per questo le persone hanno fiducia in lui” ha dichiarato Anna Rosenberg del sub-Saharan Africa at Frontier Strategy Group, un gruppo di ricerca e consulenza internazionale specializzato nei mercati emergenti. “Tuttavia l'economia è in uno stato terribile, è una sfida”.

Gordhan è il terzo ministro delle finanze ad essere nominato nell'ultima settimana ed è la seconda volta che ricopre questo ruolo. Ha già servito il ministero delle Finanze del Sudafrica tra il 2009 e il 2014, periodo nel quale governato l'economia del Paese che attraversava un'altra fase recessiva. Gordhan è stato nominato domenica in sostituzione del semi-sconosciuto David van Rooye, nominato il giovedì. Il presidente sudafricano Jacob Zuma aveva selezionato van Rooyen dopo la dipartita del ministro delle finanze precedente, Nhlanhla Nene, al ministero per circa 18 mesi. Il nuovo rimpasto ha provocato nuove turbolenze sui mercati finanziari, il crollo del valore del Ran ai minimi storici e il rendimento più alto degli ultimi sette anni delle obbligazioni.

La riconferma di Gordhan ha già dato le garanzie necessarie agli investitori su chi sia al timone dell'economia ma i problemi restano. La disoccupazione resta sopra il 25 per cento e i rapporti di lavoro nel paese sono considerati i peggiori del mondo. L'economia ha evitato la recessione già nel terzo trimestre di quest'anno, registrando una crescita dello 0,7 per cento annuo rispetto al trimestre precedente, quando era sceso del 1,3 per cento. Il Prodotto interno lordo è destinato ad aumentare del 1,4 per cento quest'anno secondo la banca centrale, e sarebbe il dato più basso dalla recessione del 2009. Nel frattempo, la settimana scorsa l'agenzia di rating Fitch ha declassato il paese appena poco al di sopra dello status “spazzatura”.

“Gordhan è ben accolto e rispettato ma non è abbastanza” ha detto Leisba Mothata, capo economista di Investment Solutions Ltd., agenzia di soluzioni di investimento di Johannesburg. “Dobbiamo usare questo momento di crisi per attuare una riforma”.

Secondo gli analisti economici come ministro delle Finanze Gordhan deve tagliare sin da subito la spesa pubblica e stabilizzare il debito pubblico, un problema che ha cominciato a materializzarsi dopo la salita al potere di Zuma, nel 2009. Il Tesoro sudafricano spiega nel suo bilancio di medio termine del mese di ottobre che il debito pubblico probabilmente aumenterà dal 47,4 per cento al 49 per cento del PIL entro marzo 2016. Se Gordhan non riuscirà a frenare il debito nel settore pubblico il Sudafrica potrebbe perdere ulteriormente il suo rating.

“Il test per il governo e per Gordhan sarà frenare il debito del settore pubblico. Questo sarà uno degli indicatori principali per le agenzie di rating, sul quale baseranno ogni decisione” ha dichiarato Chris Vandome, ricercatore presso il programma africano di Chatham House, un think tank londinese specializzato in affari internazionali.

Secondo quanto sostengono gli analisti economici Gordhan dovrà studiare nuove rigide norme per il settore finanziario e promuovere gli investimenti privati per generare crescita. Coinvolgere i privati potrebbe creare posti di lavoro e fondi di investimento e di aiuto per alcuni progetti essenziali per il settore energetico del Sudafrica così che paese possa affrontare e risolvere una delle principali lacune che ostacolano la crescita economica.

La compagnia nazionale elettrica Eskom sta lottando per arginare una carenza energetica che ogni mese costa miliardi alle imprese private in termini di perdita di produzione, fatturato e sprechi. L'amministrazione Zuma prevede di raggiungere i 9.600 Megawatt di produzione di energia tramite il nucleare entro il 2030 per ridurre la dipendenza dalle centrali elettriche a carbone. Secondo Bloomberg il prezzo di questa operazione controversa è enorme: 100 miliardi di dollari.

Il Sudafrica vanta tuttavia alcuni vantaggi, rispetto gli altri mercati emergenti, che potrebbero contribuire all'uscita dalla crisi economica se l'amministrazione Zuma riuscisse a fare progressi sulla riforma finanziaria. Il paese infatti ha una classe media piuttosto vasta, un'economia diversificata e una forte industria manifatturiera: “Basterebbe muovere solo qualche settore chiave e si potrebbe realizzare molto di più. È un vero peccato” dice Mohata di Investment Solutions Ltd.

Ci sono anche tutta una serie di fattori esterni che influenzano l'economia e che sono fuori dal controllo di Pretoria. Il brusco rallentamento dell'economia cinese, la seconda più grande del mondo, mette a rischio la crescita del Sudafrica e degli altri mercati emergenti. La Cina è dal 2010 il princpale partner commerciale del Sudafrica ma il Rand, legato al valore delle esportazioni delle materie prime sudafricane, ha cominciato a indebolirsi all'inizio di quest'anno quando Pechino ha mancato il suo obiettivo di crescita economica. Finora il Rand ha perso oltre il 25 per cento del suo valore nei confronti del dollaro. Nel frattempo, i produttori sudafricani di oro, vino ed altri prodotti che dipendono dai partner commerciali cinesi soffrono il calo della domanda.

Inoltre la banca centrale più influente del mondo prevede di aumentare i tassi di interesse, per la prima volta nell'ultimo decennio, già da mercoledì, cosa che ha messo in guardia gli investitori: il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve probabilmente porterà ad un rafforzamento del dollaro, dicono gli analisti, ma potrebbe seriamente minacciare i mercati emergenti come il Sudafrica.

“In sostanza, l'economia del Sudafrica è abbastanza forte. Se scaviamo a fondo le cose sono bene o male a posto” afferma Rosenberg di Frontier Strategy Group “ma sono tanti i problemi in questo momento. Non credo che ne usciremo molto presto”.