Surfisti contro squali, una lotta che va avanti da sempre. Tanti gli atleti uccisi e mutilati [VIDEO]

Bethany Hamilton, campionessa di surf
Bethany Hamilton, campionessa di surf Reuters

Uno degli sport più praticati in Australia e in Usa, forse il simbolo per eccellenza delle spiagge di Oceania e Americhe, il surf è da sempre una disciplina che fa battere il cuore, che ti cambia la vita. Il rapporto stretto con l’oceano, con quei giganti d’acqua, le onde che crescono a dismisura e se domate ti fanno sentire come una divinità. Le spiagge più belle, le acque migliori del mondo per praticare il Surf, sono però anche abitate dal più grande predatore del mare, lo squalo.

La lotta tra surfisti e squali esiste da sempre. Anche se è difficile inquadrarla come una vera e propria battaglia, perché un surfista di fronte all’attacco di uno squalo, può davvero far poco per proteggersi. Tantissimi gli attacchi di squali al largo delle spiagge di Australia, America e Africa. Spesso purtroppo, il surfista muore a seguito delle ferite riportate dal morso dell’animale a sangue freddo. Uno degli ultimi casi eclatanti è accaduto in diretta tv (guarda il video).

Durante una gara ufficiale a Jeffreys Bay a sud di Città del Capo, il tre volte campione del mondo Mick Fanning è stato attaccato da uno squalo e si è salvato per miracolo respingendolo come ha potuto. Proprio la diretta delle telecamere televisive e la quantità di video amatoriali che hanno fatto il giro del mondo sul web, hanno mostrato al mondo la pericolosità di questo sport. Il caso di Mick Fanning è tutt’altro che isolato, anche se il primo ripreso dalla tv ad una gara ufficiale. 

Ha fatto molto scalpore nell’aprile del 2015, la prematura scomparsa dell’astro nascente del surf, il 13enne francese Elio Canestri, ucciso da uno squalo durante gli allenamenti di preparazione ad una gara. Il piccolo è stato letteralmente sbranato vicino all’isola della Reunion, nell'Oceano Indiano, Madagascar. L'attacco ha avuto luogo a Cap Homard. Stessa sorte è toccata a Ben Gerring, 30 anni, nel giugno 2016 a Falcon Beach, la popolare spiaggia a sud di Perth. Tuttavia c'è da dire che delle centinaia di attacchi di squalo in acqua, solo una decina all'anno sono letali.

Leggermente meglio è andata al surfista professionista 23enne Brett Connellan , era in acqua a Bombo Beach, 117 km a sud di Sydney. Tre quarti della coscia strappata e le mani lacerate, solo grazie all’intervento rapido degli altri bagnati è riuscito a scampare alla morte. Infine forse la più famosa tra tutte le storie, quella di Bethany Hamilton, che all’età di 13 anni ha perso un braccio per l’attacco di uno squalo mentre surfava, ma è riuscita lo stesso a diventare una campionessa del surf (guarda il video). Dalle sue gesta sono stati tratti due film. Recentemente l'Australia a seguito dei numerosi attacchi nelle sue acque ha autorizzato l'uccisione di 600 esemplari di squalo.