Sysorex e Professional Diversity Network: due aziende tech che gli investitori dovrebbero tenere d'occhio nel 2017

George Washington, dollaro
Ritratto di George Washington su una banconota americana da un dollaro REUTERS/Chris Helgren

Abbiamo selezionato per i lettori di IBTimes Italia due compagnie tech a bassa capitalizzazione, quotate al NASDAQ, che potrebbero dare ritorni molto alti con investimenti relativamente modesti. Sono aziende che hanno ricevuto nel 2015 una nota di delisting da parte del NASDAQ, in quanto entrambi i titoli sono scesi sotto 1 dollaro per azione. Parliamo quindi di operazioni di investimento estremamente rischiose e che possono portare, in casi neanche troppo rari, alla perdita praticamente totale del capitale investito. Infatti, se una compagnia non riesce a rientrare nei parametri previsti dalla borsa dove è quotata questa esce dal listino, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Nel caso specifico, le compagnie - che a quel punto potremmo ormai considerare delle penny stock - finirebbero nel mercato over the counter non regolamentato: questo generalmente significa perdere la fiducia degli investitori, aumentando la pressione alla vendita sul titolo. Voi non perderete le vostre azioni, che però intanto continueranno a perdere valore. La statistica ci dice che per una compagnia uscita dal listino principale è molto difficile riuscire a rientrare. 

Iniziamo quindi con il dare ai nostri lettori un prezioso consiglio: non acquistate ora le azioni delle compagnie che andiamo a presentare. Monitoriamole e attendiamo i prossimi trimestri del 2017 per avere conferme sul loro stato di salute, dato che non c'è ragione di affrettare l'acquisto.

Le aziende da noi selezionate sono la Sysorex Global Holding Corp. e la Professional Diversity Network.

SYSOREX: Il CEO punta a trasformare la compagnia per vendere servizi e prodotti propri principalmente nel settore della sicurezza e dei big data. Oltre a dipendenti con un solido background può contare su contratti a lunga scadenza con diversi enti governativi degli Stati Uniti. L'azienda deve ora dimostrare che i ricavi possono tornare a salire

Sysorex, grafico giornaliero Sul grafico giornaliero del titolo Sysorex si nota l'impennata supportata da ampi volumi fatta registrare il 28 novembre. È un primo importante segnale di inversione.  IBTimes Italia / XTB

AGGIORNAMENTO DEL 9 DICEMBRE 2016: La Sysorex ha confermato il 29 novembre di aver completato l'acquisto di asset di Integrio Technologies. Il titolo ha fatto registrare un'impennata superiore al 50 per cento supportata da volumi molto ampi (come riportato sopra in figura). Si configura pertanto un primo importante segnale di inversione che lascia ben sperare per il futuro.

La Sysorex Global Holding Corp. (conosciuta anche come Sysorex Consulting Inc.) è una compagnia tecnologica con capitalizzazione di 4,81 milioni di dollari, quotata in borsa nel 2014 presso il NASDAQ (simbolo SYRX) alla cifra di 6 dollari per azione. La piccola compagnia (si fa per dire, visto che nella holding ci sono diverse sussidiarie) guidata da Nadir Ali è meno giovane di quello che si può pensare: viene fondata nel 1972 sotto il nome di Sysorex Information System (SIS) da Salam Qureishi (padre di Nadir Ali), un giovane programmatore indiano pieno di talento che riesce a farsi una buona notorietà all’interno della Silicon Valley.

Prima di fondare la Sysorex Qureishi fa un po’ di fortuna sviluppando un sistema di selezione, valutazione e organizzazione dei giocatori di National Football League (NFL, sigla che indica il football americano) che è stato utilizzato da diverse grandi squadre di football americano: il sistema contribuì a fare la fortuna dei Dallas Cowboys, aiutando a scegliere giocatori che si rivelarono poi determinanti per la popolarità del club (tra questi figurano nomi come Duane Thomas, Craig Morton, Calvin Hill, Larry Cole).

Attualmente la Sysorex è attiva sul fronte del Mobile, dell’Internet delle cose e dei big data, offrendo servizi e consulenza a privati e enti governativi in segmenti che variano dalla sicurezza alla gestione dei dati. Nonostante la compagnia si muova in un ecosistema interessante, ben impostato al futuro e su cui ci sono buone aspettative di ricavo, negli ultimi anni sta venendo attraversata da problemi operativi che stanno compromettendo il flusso di ricavi.

Il problema della Sysorex a monte è che si tratta prevalentemente di un’azienda che si limita ad aggiungere valore a prodotti e servizi (in questo caso hardware o software) acquistati da altre compagnie. In pratica la Sysorex si limita a fare da rivenditore per prodotti di information technology acquistando la componentistica base direttamente dall’azienda produttrice. L’industria sta attraversando, insieme a tutta la catena di distribuzione, una crisi profonda che sta spingendo i vari attori (produttori in primis) a ripensare alla propria strategia su come arrivare al cliente finale. Ed è una crisi che coinvolge direttamente anche la Sysorex, dal momento che i ricavi della compagnia sono ancora troppo sbilanciati in questo segmento: i ricavi sono in declino costante e nell’ultimo trimestre è stato registrato un calo di circa 3 milioni di dollari rispetto al trimestre precedente. Di certo non una bella notizia per una compagnia che opera costantemente in perdita: nel 2015 l’azienda ha chiuso l’esercizio con una perdita di circa 11 milioni di dollari (nel 2014 la perdita è stata di 7 milioni).

La Sysorex sta cercando quindi di superare i propri limiti e vendere prodotti propri alla clientela finale. A dimostrazione di questo ci sono state negli ultimi tre anni diverse acquisizioni, tra cui spicca quella di AirPatrol, una compagnia specializzata nella progettazione di sistemi di monitoraggio e localizzazione di smartphone e altri dispositivi bluetooth e wi-fi. È un’acquisizione interessante che apre nuove opportunità all’azienda nel campo della sicurezza, considerando che la Sysorex è un noto contractor per diversi enti governativi degli Stati Uniti (tra le più importanti figurano CIA, FBI e il Commando di Forze Speciali).

Le relazioni con gli enti governativi dovrebbero rafforzarsi anche grazie all’acquisizione in programma di diversi asset di Integrio Technologies, una compagnia che può contare su un’esperienza ventennale, ricavi per circa 40 milioni di dollari l’anno, e una rete di relazioni molto fitta con le istituzioni della sicurezza statunitense. Questo, almeno secondo i piani del CEO di Sysorex, dovrebbe permettere di migliorare anche il segmento valued added reserved.

Altro prodotto interessante ‘fatto in casa’ è LightMiner, un software dedicato all’analisi dei dati. La compagnia mira a vendere il prodotto prevalentemente nei segmenti della sicurezza e in quello finanziario.

In sintesi: la Sysorex sta attraversando una fase di turbolenza. In primis c’è stato il passaggio generazionale, con il padre che ha consegnato il timone della compagnia nelle mani del figlio. In secondo luogo sono in corso delle modifiche strutturali alla strategia del gruppo che dovrebbero portare ad un sensibile miglioramento del margine operativo netto. Le perdite di bilancio nel breve periodo non sono un grosso problema per un’azienda che può contare su contratti governativi a lunga scadenza, che dovrebbero quindi garantire continuità nelle linee di credito. Sarà però importare dimostrare nei prossimi trimestri un miglioramento dei ricavi. Attualmente il titolo di Sysorex quota a 0,18 dollari per azione e qualora la situazione dovesse migliorare è lecito attendersi un ritorno delle quotazioni sui 3 dollari per azione. Se invece la situazione dovesse peggiorare ci attendiamo che la compagnia possa essere acquisita da qualche holding tecnologica (cosa che tra l’altro è già accaduta altre volte nella storia della compagnia). Non inseriamo il grafico perché non c'è veramente nulla che valga la pena di essere segnalato: da quando il titolo si è quotato al NASDAQ abbiamo assistito ad un costante declino e ora siamo sui minimi di sempre. Attendiamo qualche segnale di inversione anche dal punto di vista tecnico.

Vediamo quindi se nei prossimi trimestri si iniziano a vedere segnali positivi dal lato dei ricavi. In caso contrario la Sysorex andrà incontro al proprio destino e si procederà al delisting dal NASDAQ.

 

PROFESSIONAL DIVERSITY NETWORK: Il numero di utenti registrati sta notevolmente aumentando mese dopo mese, ma all'interno si evidenziano gravi problemi di gestione a cui il management sta cercando di dare risposta 

Professional Diversity Network (NASDAQ: IPDN) è una rete professionale specializzata nella valorizzazione delle diversità, aiutando quindi ad abbattere il muro delle discriminazioni verso le minoranze e le categorie non protette: stranieri, donne, diversamente abili, transgender.

La compagnia è stata fondata nel 1999 e si è quotata sul NASDAQ nel 2013, al prezzo di 8 dollari per azione, dopo una graduale e costante espansione del proprio network lavorativo. Attualmente la capitalizzazione di mercato di Professional Diversity Network è di circa 28 milioni di dollari.

Il core business della compagnia, come molti avranno già intuito, è molto semplice: si tratta del classico portale dove si incontrano domanda e offerta di lavoro, ovvero dove i lavoratori inviano i propri curriculum e cercano offerte relative alla posizione desiderata e dove datori di lavoro e compagnie postano i propri annunci di lavoro e cercano i loro talenti. A questi si aggiungono i classici servizi di placement per aiutare i lavoratori a massimizzare la ricerca del posto di lavoro e assistenza alle imprese per individuare il lavoratore desiderato.

Insomma, parliamo di uno dei tanti network dedicati all’accesso al mondo lavorativo come se ne trovano a migliaia. La valutazione di queste piattaforme rimane pertanto legata al numero di utenti e aziende che riescono ad attrarre e alla qualità dei servizi offerti. Sotto questo punto di vista possiamo dire che Professional Diversity Network si piazza discretamente, riuscendo a inserirsi in una nicchia di mercato grande e importante (specie per un paese multietnico come gli Stati Uniti). A giugno del 2015 la compagnia ha annunciato di aver superato i 500.000 nuovi utenti registrati su base mensile, a conferma della rapida crescita che sta sostenendo negli ultimi anni (nei primi mesi del 2015 ci sono stati un milione e mezzo di nuovi iscritti, una crescita impressionante se pensiamo che fino a quel momento si contavano in totale poco più di 3 milioni di iscritti).

Dal punto di vista finanziario però il 2015 non è stato un anno particolarmente facile. Nonostante i ricavi siano continuati ad aumentare, passando a circa 38 milioni di dollari dai precedenti 11 milioni del 2014, si è registrato un aumento verticale dei costi, in particolare di quelli operativi: si è passati dai 17,2 milioni di costi totali del 2014 ai 72,5 milioni del 2015. Questo ovviamente ha impattato in maniera negativa sulla perdita di bilancio, che ha raggiunto i 33,9 milioni di dollari dai precedenti 5,6 milioni. Un risultato molto grave per una compagnia che può contare su una liquidità irrisoria e che ha linee di credito limitate.

Professional Diversity Network, settimanale Andamento del titolo di Professional Diversity Network su timeframe settimanale  IBTimes Italia / XTB

La crisi di gestione ha avuto effetti devastanti sull’andamento del titolo, che nel giro di pochi mesi è precipitato sotto i 3 dollari per azione fino a toccare minimi di 0,18 dollari per azione. Il management ha risposto alla nota di delisting del NASDAQ operando a fine settembre un raggruppamento azionario, che portato ad una riduzione del numero di azioni ordinarie da 25 milioni a circa tre milioni. La mossa ha avuto l’effetto immediato di portare le quotazioni del titolo intorno agli 8 dollari per azione.  

Professional Diversity Network, giornaliero Andamento del titolo Professional Diversity Network su timeframe giornaliero  IBTimes Italia / XTB

Come possiamo vedere dal grafico giornaliero, questo ha portato all'apertura di un break-away gap, cosa che dal punto di vista tecnico suggerirebbe una fase rialzista di medio-lungo periodo. Noi però, come detto all'inizio, preferiamo attendere conferma dai risultati successivi, considerando anche che ci attendiamo un ritorno sui 3 dollari per azione.

Professional Diversity Network è riuscita ad operare una ristrutturazione interna per tamponare l’emorragia causata dagli alti costi di gestione, dando effetti quasi immediati. I risultati dell’ultimo trimestre (30 settembre 2016) mostrano, a fronte di un calo dei ricavi di circa 3 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, un miglioramento considerevole dei costi operativi, che si sono ridotti a soli 7 milioni di dollari circa (un bel miglioramento considerando che nello stesso periodo del 2015 i costi erano di ben 38 milioni circa). Questo ha permesso di portare la compagnia quasi a pareggio di bilancio, con una perdita netta provvisoria di solo un milione e 273 mila dollari. Sicuramente un passo in avanti per una compagnia che non ha vissuto un 2015 non proprio semplice, nonostante la crescita fatta registrare dal numero di iscritti, e che consente al CEO Jim Kirsch di prendere una piccola boccata d’aria. Per l’azienda sarà però di fondamentale importanza dare continuità ai risultati e iniziare a generare qualche utile, visto che in questi anni ha già accumulato un deficit di circa 40 milioni di dollari.

Come per Sysorex, attendiamo i risultati dei primi trimestri del 2017 per capire se Professional Diversity Network avrà forze a sufficienza per uscire dalle sabbie mobili.