Tabacchi: da oggi accise più alte su sigarette, sigari e tabacco. Ecco quanto pesa il rincaro su ogni pacchetto

di 20.06.2017 16:30 CEST
Tabacco
Tabacco Reuters

Brutte notizie per i fumatori. Dal 19 giugno, quando è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del MEF legato all’aumento in manovrina delle accise, fumare costa di più, circa 10 centesimi in più a pacchetto di sigarette. Per la verità il decreto interviene anche su sigari e tabacco “trinciato” quello che serve per farsi le sigarette da soli.

Da questo nuovo rincaro il Governo stima di recuperare dalle tasche dei fumatori 83 milioni di euro nel 2017 e 125 milioni nel 2018. L’aumento però potrebbe non arriva subito, tutto sta nelle benevolenza delle grandi multinazionali del tabacco. La legge infatti, precisa che l’aumento delle accise è valido dal giorno di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, ma va a ricadere su chi commercializza sigarette e sigari. Ciò significa che starà alle multinazionali del tabacco decidere se assorbire il rincaro delle accise, oppure se aumentare il prezzo dei pacchetti facendo pagare i rincari ai fumatori.

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Manovrina e rincaro


Uno dei cavalli di battaglia dei Governi che devono fare cassa è l’aumento delle accise su benzina e tabacchi. Questa volta, però, gli automobilisti si sono salvati e l’esecutivo va a bussare alla porta dei fumatori.

La manovrina per la correzione dei conti doveva trovare 3,4 miliardi per sanare il buco di bilancio lasciato dal premier Renzi e per farlo ha approvato aumenti su sigarette, sigari e tabacco. La manovra correttiva, approvata definitivamente dal Senato la scorsa settimana, ha affidato al MEF il compito di emanare un decreto in cui declinare il rincaro delle accise sui tabacchi. Il decreto pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale dà il via libera ai rincari.

Quanto aumentano i tabacchi?


Fumatori, niente panico. L’aumento non sarà immediato, spetterà ai produttori di tabacco decidere se e come far pagare ai fumatori il rincaro delle accise sui tabacchi. Nella peggiore delle ipotesi, secondo i tecnici del MEF, il maggior carico fiscale si potrebbe trasformare in aumenti per i fumatori di circa 10 centesimi a pacchetto.

Nel decreto del MEF i tecnici hanno cercato di spalmare i rincari della accise su tutte le categorie di prodotti quindi su tutti i produttori di tabacco e su tutte le tipologie di fumatori.

L’aliquota di base applicata sulle sigarette è stata aumentata di 0,4 punti percentuali passando dal 58,70% al 59,1%.

Aumento dello 0,5%, invece, per la cosiddetta “specifica” , ossia la quota dell’accisa costituita dall’importo specifico fisso per unità di prodotto, pari ora al 10,5% della somma dell’accisa globale e dell’IVA, calcolata con riferimento al cosiddetto prezzo medio ponderato.

Aumento di 5 euro per l’onere fiscale minimo sulle sigarette che passa da 170,54 euro per chilo convenzionale a 175,54 euro; per l’accisa minima sui sigari e sigaretti che sale a 30 euro per chilo e per l’accisa minima sul tabacco trinciato che sale a 120 euro al chilo.

In parole povere, secondo i tecnici del MEF, l’aumento delle accise così com’è stato declinato dal decreto, si spalmerà su tutti i prodotti con un aumento di circa 10 centesimi a pacchetto: alcune marche subiranno un aumento di 11/12 centesimi, mentre altri di 8/9 centesimi.