Telecom Italia: un titolo da mettere nel portafoglio per questo 2017?

Telecom Italia, torre
Una torre di Telecom Italia a Roma REUTERS/Stefano Rellandini/File Photo
  • Il titolo di Telecom Italia sta dando segnali positivi e c'è una buona probabilità di vederlo nel 2017 nuovamente sopra 1 euro per azione;
  • I dati di bilancio degli ultimi anni confermano il miglioramento sulla marginalità del gruppo, trainata al rialzo da un importante piano di ristrutturazione interna che si sta traducendo in una riduzione dei costi;
  • Il debito rimane considerevole (anche se continua a calare) e nel lungo periodo ci sono dubbi legati alla capacità dell'impresa di riuscire ad affrontare con successo le sfide di un mercato molto dinamico e di una concorrenza pronta ad approfittarne.

Telecom Italia è un’azienda particolarmente indebitata (circa 27 miliardi di debito netto) e che negli ultimi 15 anni ha dovuto subire l’assalto della concorrenza nel settore (ricordiamo che nel 2016 è continuata la scalata della francese Vivendi, che è diventata l'azionista di maggioranza del gruppo con una quota di circa il 25%). Recentemente nel mercato italiano è entrata anche la francese Iliad, che in patria ha una buona penetrazione ma che arriva in Italia in un periodo probabilmente già maturo e dove gli spazi di manovra sono particolarmente stretti. Per Iliad potrebbe essere difficile portare avanti una guerra dei prezzi come quella iniziata in Francia nel 2012, visto che i prezzi in Italia sono già abbastanza competitivi.

Mettendo da parte le polemiche legate al bonus di 40 milioni dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo (bonus che comunque sarà rilasciato solo se saranno raggiunti gli obiettivi del piano industriale 2016-2018), l’azienda ha comunque dato segnali di ripresa sul fronte ricavi. In particolare, nel 2017 e nel 2018 gli analisti, secondo quanto riporta anche il Financial Times, si attendono un consolidamento delle entrate. In generale, il debito accumulato dovrebbe impedire alla compagnia di effettuare investimenti importanti (ricordiamo che dal 2014 il gruppo è attivo nel campo del seed investment), ma la nota positiva rimane il piano sul taglio dei costi che continuerà anche nei prossimi anni e che si sta traducendo in un aumento dei margini di profitto dell’azienda: come si può vedere dai dati economici e finanziari l’utile dell’ultimo trimestre è aumentato a 1.495 milioni di euro rispetto ai 367 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. I dati dell’ultimo periodo preso in esame confermano inoltre una tendenza al miglioramento dell’indebitamento netto contabile, che passa dai 27.278 milioni di euro ai 26.735 milioni di euro rispetto al periodo preso in esame (se guardiamo ai dati annuali dal 2011 al 2015 vediamo che il calo dell’indebitamento è costante).

Parliamo quindi di una compagnia che sta lanciando segnali positivi sotto diversi punti di vista e che mostra miglioramenti in ogni voce di bilancio.  

La competitività dell’impresa rimane ovviamente legata alla sua capacità di adattarsi ad un mercato che rimane molto dinamico. L’azienda rimane leader nella broadband fissa, dove i margini di profitto sono abbastanza buoni, ma nel corso degli anni la sua quota di mercato è scesa ogni anno. Telecom Italia ha una buona quota anche nel mercato mobile, ma recentemente la leadership è stata scalzata dalla fusione tra Tre e Wind, che insieme detengono circa il 33,1% del mercato italiano (contro il 30,3% circa di Telecom).

In questo momento gli investitori sono concentrati sulla ristrutturazione interna dell’azienda, e sarà questo nel breve periodo a tenere banco e a influenzare l’andamento del titolo nel 2017.

SEGNALI POSITIVI (DI BREVE) DALL’ANALISI TECNICA

Il 2016 non è stato un anno positivo per il titolo di Telecom Italia, che è tornato sotto 1 euro per azione, fino a toccare a luglio un minimo di circa 0,63 centesimi per azione. Nell’ultima parte dell’anno comunque ci sono stati dei segnali di ripresa, in scia del rally partito a seguito dell’elezione statunitense che ha trascinato al rialzo praticamente tutti gli indici.

Telecom Italia, grafico giornaliero Grafico giornaliero del titolo Telecom Italia aggiornato al 2 febbraio  IBTimes Italia / Technician

Come possiamo vedere dal grafico giornaliero, il titolo a dicembre ha rotto i massimi di ottobre 2016 e recentemente ha effettuato il throwback su questo livello. Da qui possiamo attenderci un rimbalzo e quindi una ripresa del trend rialzista. Notiamo inoltre che il titolo ha iniziato a disegnare minimi e massimi crescenti a partire da luglio 2016, disegnando pertanto una trendline rialzista che funge ora da supporto. In caso di rottura al ribasso di questo livello il trend rialzista di breve-medio periodo sarebbe compromesso e il titolo si dirigerebbe a quel punto verso i 0,70 centesimi per azione.

Telecom Italia, grafico settimanale Grafico settimanale del titolo di Telecom Italia aggiornato al 2 febbraio  IBTimes Italia / Technician

Sul timeframe settimanale vediamo invece che il titolo ha rotto al rialzo la trendline di medio-lungo periodo disegnata a partire dal massimo del 2015.

Pertanto, il titolo appare al momento ben impostato per tornare quest’anno sopra 1 euro per azione, con un target iniziale di 1,060 e successivamente 1,10.

Sul più lungo periodo rimangono aperte incognite che potrebbero influenzare negativamente Telecom Italia, con conseguenti pressioni al ribasso sulle quotazioni del titolo. Se apriamo un grafico mensile su un orizzonte decennale ci rendiamo conto su come il titolo faccia fatica a risollevarsi, rimanendo dentro un canale laterale e vicino ai minimi di sempre. Pesano le incognite legate alla concorrenza, specie nel segmento mobile, mercato destinato ad avere una rilevanza strategica sempre più alta.

In definitiva, il titolo Telecom sta dando segnali di positività e si candida ad essere per il 2017 come uno di quelli da mettere in portafoglio. Tuttavia, i dubbi riguardo alla competitività futura dell’azienda impediscono di tenere in considerazione Telecom per un investimento di lungo periodo.

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