Tesla Model 3: il VERO problema sarà predisporre una valida rete di assistenza

Tesla-Panasonic
Tesla-Panasonic REUTERS/Yuya Shino

Tesla ha comunicato giovedì di aver predisposto il richiamo di 53.000 vetture tra Model S e Model X. La campagna di richiamo ha lo scopo di risolvere un problema ai freni in fase di parcheggio; nello specifico si tratta di un recall particolarmente rilevante se si considera che lo scorso anno Tesla ha prodotto complessivamente 83.922 veicoli.

La campagna di richiamo si riferisce ai freni elettrici di stazionamento installati sulle Model S e Model X costruite tra febbraio e ottobre 2016 le quali, secondo quanto dichiarato da Tesla "possono contenere un piccolo ingranaggio che potrebbe essere stato fabbricato in modo improprio dal nostro fornitore".

Tesla Tesla  REUTERS/Toby Melville

Tesla ha comunque sottolineato come meno del 5% del totale della campagna di richiamo potrebbe essere effettivamente colpita dal difetto. Le tempestiche per risolvere il problema si aggirano intorno a 45 minuti. L'azienda americana ha precisato di essere impegnata con il fornitore italiano Brembo per ottenere le parti di ricambio.

Il VERO problema della Model 3 sarà proprio la rete di assistenza

Come abbiamo più volte spiegato il cambio di passo -da azienda piccola a grande- costerà caro a Tesla. Non dobbiamo dimenticarci che l'azienda americana ha dichiarato che entro il 2018 ha come obiettivo la produzione di 500.000 veicoli all'anno, un aumento di sei volte rispetto a quello dello scorso anno, che ammonta a circa 84.000 automobili. Con la Model 3 le dimensioni dell'azienda di Musk cambieranno; la creatura di Musk si trasformerà in un produttore di massa. Del resto i numeri promessi da Musk parlano chiaro: 5.000 veicoli a settimana entro la fine del 2017, fino a arrivare, nel 2018, a 10.000 veicoli a settimana.

 

Elon Musk, CEO di Tesla Elon Musk, CEO di Tesla  REUTERS/James Glover

Insomma, un conto è gestire un parco auto di 80mila/100mila vetture, un altro è gestirne un quantitativo 5 volte superiore. Elon Musk, in riferimento al problema della rese di assistenza e manutenzione, ha affermato che molti dei processi di manutenzione potranno essere effettuati direttamente dall'utente. Gli aggiornamenti OTA -Tesla è una delle aziende automobilistiche che può contare su un elevato numero di risorse che si occupano di software- possono dare il loro contributo in tal senso. Ma non sarà sempre sufficiente. Il numero dei punti di assistenza resta quindi una grossa criticità per Tesla. 

La Model 3 sarà meno complessa della Model S, ma è sempre una vettura elettrica

No, mettere un powertrain completamente elettrico non basta per semplificare la complessa filiera dell'auto. Il propulsore elettrico al massimo può rendere meno frequente la manutenzione rispetto ad un mezzo a combustione interna, ma le restanti componenti della vettura rimangono indicativamente le stesse (freni, sospensioni, cerniere, etc.).

 

Mettere un powertrain elettrico non basta per semplificare la complessa filiera dell'auto

La Model 3, come detto, sarà molto meno complessa della Model S e, sopratutto, della Model X, ma, siamo certi, che una potenziale compagna di richiamo potrebbe mettere in serie difficoltà Tesla

Quelle sopra sono evidenze, problemi, che prima o poi dovranno essere affrontati da Tesla. Del resto se la creatura di Musk vuole veramente diventare una vera casa automobilistica di massa deve mettere in conto tanti sacrifici ed investire tanti soldi. 

Non basta farsi belli nei confronti degli stakeholder, l'utente deve essere sempre al primo posto