Tesla, nel 2017 una Gigafactory europea: cos'è l'impianto che potrebbe rivoluzionare il futuro dell'energia

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Così apparirà quando sarà completata la Gigafactory, il gigantesco impianto Tesla nei pressi di Sparks, Nevada Tesla Motors

Tesla intende sbarcare in Europa con una seconda Gigafactory, "gemella" del gigantesco impianto che l'azienda californiana sta costruendo in Nevada per la produzione delle batterie delle sue auto elettriche. E quando diciamo "gigantesca" intendiamo sul serio: una volta completata, la struttura occuperà uno spazio di oltre mezzo milione di metri quadrati. 

Il CEO di Tesla Motors, Elon Musk, nelle scorse ore ha tenuto una conferenza stampa in Germania per annunciare l'acquisizione di un gruppo ingegneristico tedesco, Grohmann Engineering. Il vulcanico imprenditore ha spiegato che la sua azienda intende fare "significativi investimenti" sia in Germania che in Europa, e non solo per quanto riguarda il talento ingegneristico del Vecchio Continente, ma anche in termini di produzione.

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Ed è a questo punto che Musk ha deciso di sganciare la "bomba": l'anno prossimo, Tesla selezionerà un luogo in Europa nel quale iniziare a costruire una Gigafactory 2, nella quale verranno prodotte sia batterie che automobili elettriche. Questa è una significativa novità rispetto alla Gigafactory "originale"; nella quale non dovrebbe essere prodotto nulla oltre alle celle delle batterie e (forse) ai sistemi di trasmissione per le auto Tesla.

"Non c'è alcuna discussione sul fatto che, nel lungo periodo, Tesla avrà almeno una, e forse anche due o tre strutture di produzione di veicoli e batterie in Europa", ha spiegato Musk. Quindi il Vecchio Continente sarà centrale in quella che adesso appare come una nuova strategia dell'azienda californiana di costruire ogni parte delle sue automobili nella stessa struttura.

Lo sbarco in Europa di una Gigafactory sarebbe decisamente rilevante, se non altro perché stiamo parlando di un impianto (o di più impianti) in grado da soli di generare migliaia di posti di lavoro, ma in effetti si tratta di molto più di questo.

Il primo impianto (chiamato "Gigafactory 1" dal 2015, ossia da quando Musk ha annunciato l'intenzione di aprire fabbriche simili in futuro) è stato inaugurato a luglio di quest'anno, ma al momento risulta operativa soltanto una piccola parte della superficie totale che sarà raggiunta al termine dei lavori di costruzione, nel 2020. Nata da un progetto con Panasonic, la Gigafactory ha lo scopo di far diminuire notevolmente il prezzo delle batterie Tesla, sia quelle destinate alle auto che quelle per uso domestico

Un aspetto davvero notevole è che, una volta che i lavori saranno stati terminati, l'obiettivo di Tesla è quello di far funzionare la Gigafactory interamente con energie rinnovabili. In altre parole, un impianto di dimensioni incredibili potrebbe arrivare ad avere un impatto ambientale pari a zero. Ma da questo punto di vista, l'elemento più interessante è rappresentato proprio dal prodotto principale: le batterie, capaci di accumulare energia in modo efficiente e renderla fruibile anche quando la fonte rinnovabile in questione (come il vento o il Sole) non è momentaneamente disponibile.

In "Punto di non ritorno" (titolo originale: "Before the Flood"), il documentario prodotto da Martin Scorsese nel quale si parla degli effetti del cambiamento climatico, il protagonista Leonardo DiCaprio incontra Musk proprio all'interno della Gigafactory in Nevada: i due discutono di energie rinnovabili e di quello che potrebbe essere l'impatto di impianti del genere sul futuro del pianeta.

Musk: Abbiamo fatto i calcoli di cosa servirebbe per una transizione del mondo intero all'energia sostenibile, di che tipo di produzione avresti realmente bisogno. Ci sarebbe bisogno di 100 Gigafactory. 

DiCaprio: 100? 100 di queste? Questo renderebbe gli Stati Uniti...

Musk: No, il mondo intero.

DiCaprio: Il mondo intero?

Musk: Il mondo intero. Tutta l'energia.

DiCaprio: Tutto qui? Suona così...

Musk: Fattibile.

DiCaprio: Suona fattibile.

Per capire cosa potrà succedere alla Gigafactory 2 (o, se preferite, alla EuroGigafactory) può essere utile basarsi sui dati dell'impianto originale, in Nevada, il cui sopo principale è quello di garantire le batterie che dovranno essere installate sulle 500.000 vetture che Tesla progetta di costruire a partire dal 2018. In altre parole, dalla struttura nei pressi di Sparks usciranno più batterie agli ioni di litio di quante ne sono state prodotte a livello mondiale nel 2013.

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"In collaborazione con Panasonic ed altri partner strategici, la Gigafactory produrra batterie per un costo significativamente più basso utilizzando economie di scala, manifattura innovativa, riduzione degli scarti e la semplice ottimizzazione data dal situare la maggior parte del processo di produzione sotto un solo tetto", spiegano sul sito Tesla. Ci aspettiamo di abbassare il costo per kilowatt/ora (kWh) del nostro pacchetto batterie di oltre il 30%)".