Tom Clancy's The Division: il riscatto di Ubisoft [RECENSIONE]

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Tom Clancy's The Division - Recensione Ubisoft

Tom Clancy's The Division è un ibrido, un videogioco che serve ad Ubisoft per tornare a conquistare la fiducia dei giocatori. Il publisher francese è stato infatti molte volte al centro di diverse polemiche negli ultimi anni, a causa di una gestione goffa di alcuni problemi legati alla serie di Assassin's Creed, alle serie annualizzate, al probabile reskin di Far Cry Primal che ripetiamo, è un titolo molto valido. Sembra che ad ogni uscita Ubisoft debba scattare la polemica. Così non è stato per The Division: finalmente una nuova IP, un nuovo universo in cui i giocatori possono immergersi. Ubisoft ha gestito bene innanzitutto la complessa apertura dei server, andati sì down ma solo inizilmente. Con 6,5 milioni di persone che hanno provato la beta ci si doveva aspettare qualche problemino. E il titolo è già un successo di vendite.

Già prima dell'uscita si è parlato tantissimo di The Division, ma cosa è esattamente in termini di gameplay? Non bisogna fare l'errore di ridurlo incasellandolo per forza in un genere: si tratta in sostanza di un MMO (gioco di ruolo online) e uno sparatutto in terza persona. Ha quindi forti elementi di multiplayer ma anche di singe player, insomma è adatto a tutti, basta scegliere "come" giocarlo. The Division è un videogioco in costante evoluzione, come lo è Destiny, titolo a cui spesso è paragonato per le meccaniche anche se ha una diversa ambientazione, da cui ha mutuato diverse idee, migliorandole. Tra mille polemiche, rinvii e beta, Ubisoft Massive ha deciso di rilasciare il gioco solo quando effettivamente pronto, e questa strategia ha pagato. I bug ci sono (le code per ricevere le missioni erano comiche, in effetti), ovviamente, ma non ne compromettono assolutamente l'esperienza, grazie anche a una sostanziosa patch rilasciata al lancio.

L'ambientazione di gioco è la città di New York, messa in ginocchio da un ceppo di vaiolo diffusosi tramite il frenetico scambio di banconote durante il Black Friday, ovvero il giorno successivo a quello del Ringraziamento durante il quale i negozi fanno forti sconti negli USA. Le prime missioni partono però dal famoso quartiere di Brooklyn, dove la SHD (Strategic Homeland Division) si sta riorganizzando per riconquistare la città. Il giocatore farà parte quindi di questo gruppo, la Divisione, i cui obiettivi saranno quelli di affrontare qualsiasi tipo di emergenza, utilizzando anche metodi poco ortodossi. 

La storia non è un capolavoro, lo diciamo subito: si poteva fare di più, con un setting del genere. Una trama piacevole ma non in grado di tenere incollati allo schermo o emozionare, con dialoghi certe volte scialbi e solo funzionali all'azione, ma si è consapevoli che non è la narrazione il fulcro del gioco.

La prima cosa da fare è creare esteticamente il personaggio grazie all'editor: niente di che, anzi, fornisce poche scelte. Niente a che vedere con quello di Fallout 4 in quanto a complessità, ma Ubisoft non ha sicuramente puntato sull'editor estetico, ma più sulla sostanza. Una volta scesi sul campo di battaglia si potrà scegliere se aiutare a riconquistare Manhattan aiutando la JTF, quello che resta della Guardia Nazionale di New York, oppure gettarsi direttamente nella Zona Nera, sostanzialmente l'area PvP, dove il virus è ancora presente e non ci sono regole.

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LO SVILUPPO DEL PERSONAGGIO

The Division punta su uno sviluppo del personaggio molto più complesso di quanto visto, ad esempio, in Destiny. La componente ruolistica  è molto profonda e assomiglia più che a un MMO che a uno sparatutto alla Gears of War. Sì, la componente TPS è fondamentale, ma il fondamento è la componente online. E questo lo si nota dalle meccaniche stesse sul campo di battaglia: l'intelligenza artificiale dei nemici è basata sulla capacità del giocatore di attirare la "rabbia" dell'avversario, che si concentrerà solo su di noi. Una meccanica che vuole simulare assolutamente l'esperienza online, con tutti i difetti del caso: se vi troverete infatti a sparare alle spalle un nemico senza che egli non se ne accorga nemmeno, ora sapete perché.

Sparare ad un avversario alla testa, quindi, non significa per forza ucciderlo. I danni sono basati su tantissime statistiche che definiscono il Damage per Second (DPS), cioè i danni che arreca ogni arma al secondo. I punti ferita inflitti però variano in base a dove viene colpito il nemico, il suo livello e molti, molti altri parametri. Gli scontri saranno quindi lunghi e tattici, soprattutto se si avrà a che fare contro i nemici gialli e viola, più forti. Questo sistema serve ai giocatori per coordinarsi e specializzarsi in classi ben definite.

La componente ruolistica si affida anche nella possibilità di personalizzare pesantemente il proprio personaggio, innanzitutto con indumenti nel menu "Aspetto". Cappelli, giacche o pantaloni diversi migliorano le caratteristiche, oltre a dare un tocco personale all'avatar. Le microtransazioni del gioco possono servire ad acquistare outfit completi, risparmiando tempo (ma non denaro). Per quanto riguarda l'equipaggiamento, invece, ogni personaggio può usare tre armi, due principali e una di fianco, e 6 pezzi di equipaggiamento ad esempio lo zaino, una corazza, guanti, ginocchiere e altro. I colori distinguono il valore dei pezzi. Si parte dai grigi, quelli base, e si arriva ai viola, più potenti e rari, ma ci sono anche gli "Alta Gamma", gli oggetti più potenti del gioco. Ma anche le armi possono essere personalizzate.

Ognuna ha ben 5 slot che possono essere riempiti con stabilizzatori di mira, caricatori più veloci e molto altro. Una volta salito di livello e raggiunti certi valori nel parametro Armi e Parti elettroniche, si potranno sbloccare dei bonus e talenti per alcune armi, ad esempio aumentare il colpo critico del 5%. Ci son tre attributi principali che migliorano i parametri principali. Armi da Fuoco aumenta il DPS, il Vigore incrementa la Salute e le Parti Elettroniche fanno lo stesso con la Potenza delle Abilità. Un sistema abbastanza complesso, alla luce del fatto che The Division è un titolo votato alla cooperativa e quindi alla specializzazione delle classi. Ognuno dovrà scegliere un equipaggiamento consono al suo ruolo.

Tom Clancy's The Division patch 1.4 The Division è ambientato in una New York post apocalittica  UBISOFT

Il giocatore che sceglie il ramo sicurezza dovrà ad esempio stare in prima linea per attirare l'attenzione dei nemici, mentre un compagno tecnologico penserà ad abbatterli con torrette piazzate nei posti giusti. Ma ci sono ruoli difensivi e di cura, per formare una squadra che se coordinata bene può dare molte soddisfazioni. Ma non è finita, ci sono anche le abilità: ogni personaggio ne ha due, più una bonus, e tutte possono essere modificate. Molte possono essere "lanciate" anche dalla distanza, come il curare un compagno. Oltre a questo ci sono quattro talenti per migliorare le abilità, come ad esempio avere uno zaino più capiente. 

LA BASE OPERATIVA, IL CENTRO NEVRALGICO

Come si può intuire la capacità di personalizzare quasi tutto rende il gameplay molto vario. Tutto si concentra nella cosiddetta base operativa, un edificio fisico inizialmente abbastanza spoglio, ma procedendo si potrà abbellirlo e accogliere nuove persone. Qui si potranno acquistare e modificare armi e in generale gestire il proprio personaggio in tutto e per tutto. Un vero e proprio hub da cui partiranno le missioni, il centro nevralgico dell’avventura, dove acquistare anche armi e abbigliamento. Ma per migliorare il proprio personaggio, ad esempio abilità, talenti e vantaggi, non bisognerà semplicemente salire di livello. Per farlo bisognerà scegliere delle missioni specifiche dalla base operativa per specializzarsi in un determinato ramo. Tutto si concentrerà nella base operativa, da cui partiranno tutte le missioni. Per potenziare la base si dovrà agire su tre rami delle abilità, quindi bisognerà scegliere le missioni anche in base alla specializzazione scelta. Tutte le abilità, talenti e vantaggi saranno introdotti in questo modo e non salendo di livello. Insomma, più si ristrutturerà l’edificio più abilità si avranno.

Attualmente le abilità da selezionare sono 9 più 3 Special, e possono tutte essere modificate, oltre a combinarle con i 4 talenti a disposizione. Le combinazioni, insomma, sono davvero tante, e quindi ogni personaggio differirà dall’altro in termini sostanziali. Il gioco potrà essere affrontato in solitario o in squadra: il titolo spinge verso questa ultima soluzione, ovviamente. Non mancano infatti le zone sociali dove incontrare altri giocatori da invitare nel proprio party. Non avete amici con cui giocare? Ce ne sono tantissimi in giro con cui mettere su una squadra. Basterà aprire il proprio party a chiunque. Sarà quindi molto semplice trovare altri giocatori, cercando l’opzione party nei rifugi.

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Prima di ogni missione principale, inoltre, sarà chiesto il livello di difficoltà da affrontare e il modo in cui si vuole giocare, in solitaria o con altri membri. La squadra poi non viene azzerata alla fine della missione, quindi sarà molto facile farsi nuovi amici all’interno di The Division. Non accadrà più, come succede in Destiny, di dover per forza giocare da solo o di non poter affrontare una missione troppo difficile perché non ci sono abbastanza persone nel party.

LA ZONA NERA

La Zona Nera è il luogo dove non vigono regole ed è fondamentalmente il luogo in cui si concentrerà l’azione una volta conclusa la storia principale, sarà la porzione di titolo su cui Ubisoft rilascerà in futuro la maggior parte degli aggiornamenti. Qui non c’è matchmaking ma è sostanzialmente la zona Player vs Player: ci si dovrà avvicinare agli altri giocatori e invitarli nel gruppo con la pressione di un tasto. Certo, bisognerà adattare le proprie caratteristiche per entrare in un team, ma è comunque un sistema molto più semplificato rispetto a Destiny.

Il level cap per ora è fissato a 30: nella Zona Nera si potranno creare squadre di quattro giocatori e sceglieranno gli stessi se essere amici o nemici con altre squadre o tra di loro. Un luogo senza regole significa che i giocatori possono scegliere come comportarsi. Se si comportano “male” distruggendo e attaccando i propri colleghi, potranno diventare rinnegati (e si sarà più esposti al fuoco degli altri). Rimanere rinnegati significa anche essere presi di mira dalla Divisione: sopravvivere agli attacchi dei “buoni” porterà però anche a diversi bonus.

La meccanica di “buoni” e “cattivi” è molto divertente: è interessante vedere come i giocatori interagiscono tra di loro, come passano “al lato oscuro”. Questo è un mondo in contino mutamento: certo, i problemi non mancano, come la difficoltà in certe occasioni di distinguere i rinnegati, ma è interessante vedere diverse situazioni in cui giocatori ignari si trovano al centro di una lotta tra la Divisione e gruppi di inarrestabili rogue. Scegliere la strada della Divisione porta sicuramente a uno sviluppo più lento del personaggio, essere un rinnegato invece espone a più rischi ma a bonus più sostanziosi nel breve termine.

Nella Zona Nera tutto è contaminato: una volta raccolti gli oggetti saranno decontaminati dalla JTF e si troveranno nella base o rifugi. Ma per darli alla JTF si dovrà chiamare un elicottero al quale poi attaccare quello che si è raccolto. Il problema è la presenza di controlli serrati in queste aree, soprattutto perché se si trasporta qualcosa di raccolto si verrà segnalati da una grossa tasca gialla, rendendo il giocatore esposto a tutti gli altri che bramano il suo bottino. Potenzialità infinite per questa area di gioco, che sarà sicuramente espansa in futuro.

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ASPETTO TECNICO, GUNPLAY E COMMENTO

Con il motore Snowdrop Engine al suo debutto, The Division fa un figurone a livello grafico, di frame rate e in generale di giocabilità del tutto. La fluidità rimane stabile, anche se in alcune situazioni concitate traballa, non inficiando però l'esperienza di gioco. La New York ferita dal virus è bellissima ed evocativa, gli effetti atmosferici e il ciclo giorno/notte sono davvero realistici. Abbiamo testato la versione per PS4, ma ecco le tre versioni disponibili in un confronto video di Gamespot.

Il lavoro complessivo è sicuramente da lodare, ovviamente ci sono i classici piccoli difetti come texture meno definite in alcuni frangenti, ma la complessità poligonale è ottima. Stessa cosa per il gunplay: bilanciato e divertente, ma mai spettacolare come si poteva vedere in Destiny. Complice i soli scontri tra fanteria e l’assenza di alta tecnologia come droni o (addirittura) mech, che avrebbero dato un pizzico di spettacolarità in più agli scontri. Il problema principale è che le missioni non sono poi così varie: si tratta quasi sempre di sparare contro grandi gruppi di nemici. La personalizzazione, il mondo di gioco e soprattutto la vocazione multiplayer però elevano un gameplay che senza questi elementi sarebbe estremamente vuoto. Ma per fortuna Ubisoft ha bilanciato molto bene gli elementi, anche se per il futuro ci si aspetta una spettacolarità maggiore delle situazioni messe in scena. The Division esce comunque dal giudizio a pieni voti: è il riscatto di Ubisoft.

PRO

- Componente MMO, RPG e sparatutto mescolati con maestria

- Matchmaking e Zona Nera fantastici

- New York è bellissima, anche se distrutta

CONTRO

- Poca varietà nelle missioni

Piattaforme: Xbox One, Ps4 (versione testata), PC

Genere: Open World RPG

Sviluppatore: Ubisoft Massive

Distributore: Ubisoft