Trattativa stato mafia

Per trattativa stato-mafia si intende il dialogo intercorso fra esponenti dello Stato italiano e i vertici di Cosa Nostra fra il 1992 e il 1994, allo scopo di mettere fine alla strategia terroristica della mafia iniziata il 12 marzo 1992 con l'uccisione dell'europarlamentare Salvo Lima, proseguita con gli eccidi di Capaci (23 maggio), via d'Amelio (19 luglio) e le bombe del 1993 a Firenze, Milano e Roma.

La mafia dà il via alla stagione delle stragi a seguito della sentenza della Cassazione del 30 gennaio 1992, che rende definitive le condanne del maxiprocesso a Cosa Nostra istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino negli anni Ottanta.

Al centro della trattativa il cosiddetto 'papello', la lista di richieste presentata allo Stato dal boss Salvatore Riina. Il tramite è Vito Ciancimino, legato alla mafia corleonese e contattato dai vertici del Ros dei Carabinieri allo scopo di intavolare il 'dialogo' con i boss.

Tre sentenze della magistratura hanno considerato 'provata' la trattativa, iniziata "da rappresentanti dello Stato".

E' attualmente in corso a Palermo il processo di primo grado che vede alla sbarra dieci imputati: Antonio Subranni, Mario Mori, Giuseppe De Donno, Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, Giovanni Brusca, Marcello Dell'Utri, Nicola Mancino e Massimo Ciancimino. La posizione di Bernardo Provenzano è stata stralciata per "motivi di salute". Calogero Mannino verrà giudicato con la formula del rito abbreviato.

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