Traffico internazionale avorio: 5 mila euro per una zanna

di 03.10.2012 19:41 CEST
Traffico internazionale avorio
La Thailandia annuncia misure contro il mercato illegale di avorio reuters.com

Ogni anno migliaia di elefanti muoiono per colpa delle loro preziose zanne. Un fenomeno in crescita, inarrestabile, che rischia di portare all'estinzione uno dei mammiferi più grandi della terra.

In Camerun, lo scorso gennaio, sono stati uccisi centinaia di elefanti nel Parco nazionale di Bouba Ndjida per mano di uomini provenienti dal Ciad. Nonostante nel 1989 sia entrato in vigore il trattato internazionale che vieta il commercio dell’avorio, queste stragi continuano a verificarsi. I dati sulla caccia di frodo e sui sequestri di avorio indicano che negli ultimi anni la situazione è peggiorata: le uccisioni illegali degli elefanti africani costituiscono il 90 per cento delle morti documentate in Africa centrale.

Il tutto avviene con la tacita approvazione delle autorità religiose, soprattutto cattoliche e buddhiste. Il Vaticano ha firmato accordi internazionali che riguardano il traffico di droga, il terrorismo e il crimine organizzato, ma non ha sottoscritto la messa al bando globale dell'avorio prevista dalla CITES, l'organizzazione che presiede all'accordo per il commercio internazionale della fauna selvatica.

Secondo un'indagine promossa da National Geographic, nel solo 2011 si stima che i cacciatori di frodo abbiano abbattuto non meno di 25 mila esemplari, ottenendo fino a 5 mila euro per una sola zanna. L'avorio arriva poi nelle Filippine e in Cina dove viene utilizzato per scolpire elaborati oggetti di culto che sono parte integrante della pratica religiosa. In Cina il governo ha autorizzato l’apertura di 35 fabbriche e 130 rivendite d’avorio finanziando inoltre corsi per intagliatori. Anche al Vaticano vengono venduti oggetti con questo materiale: nella Galleria Savelli oggetti religiosi d'avorio sono offerti alla luce del sole. Del resto il Vaticano non ha mai firmato la Convenzione di Washington, sottoscritta da 176 stati, che protegge le specie in pericolo.

Un messaggio importante da parte della Chiesa sarebbe quello di uniformarsi al trattato della CITES firmando un accordo internazionale contro il traffico dell'avorio per salvaguardare la specie degli elefanti. Non si tratta, infatti, solo di oggetti, di un materiale prezioso, ma della vita di un animale che rischia di estinguersi per colpa dell'uomo. E non sarebbe la prima volta.

 

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