Trump salverà Marchionne e Fiat Chrysler?

trump
Il 45° Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump REUTERS/Mike Segar

Il "ciclone" Trump sta facendo molto discutere soprattutto per quanto riguarda le sue scelte legate all'automotive. Oltre alla questione Messico -Trump ha minacciato di tassare pesantemente i produttori di auto che producono in Messico vetture destinate ad essere vendute in USA- a destare preoccupazione tra gli ambientalisti c'è anche il nodo EPA, United States Environmental Protection Agency.

Scott Pruitt, procuratore generale dell'Oklahoma, nonché la scelta del presidente eletto Donald Trump a guidare l'EPA, Mercoledì scorso ha dichiarato che esaminerà le decisioni prese dall'amministrazione Obama sul consumo di carburante.

LEGGI ANCHE: Fiat Chrysler gioca la carta Stelvio

Pruitt si riferisce alle decisioni prese da Gina McCarthy, a capo dell'EPA nel periodo dell'amministrazione Obama, la quale ha stabilito che le regole per l'efficenza del consumo di carburante rimarranno invariate fino al 2025. La McCarthy è quindi riuscita a mantenere uno dei fiori all'occhiello della presidenza Obama che ha avuto nelle politiche ambientali uno dei punti di maggiore forza.

Ma Pruitt non ci sta

Pruitt ha però messo in discussione la decisione di McCarthy appena due settimane dopo la chiusura del periodo di consultazione pubblica avvenuta il 30 dicembre. Ricordiamo che nel 2011 Obama annunciò un accordo con le principali case automobilistiche per elevare gli standard di efficienza di combustibile a 54,5 miglia (87,70 km) per gallone (che corrisponde a 3,8 litri). Decisione che ha costretto le case automobilistiche a spendere molti soldi in ricerca e sviluppo per rendere i motori sempre più efficienti dal punto di vista energetico. L'EPA, in considerazione delle preferenze degli americani per SUV e pick-up, ha deciso di fissare il 2025 come anno per l'adozione degli standard Obama sull'efficienza dei consumi di carburante.

Chrysler Pacifica minivan Chrysler Pacifica minivan  Mark Blinch/Reuters

Trump ancora di salvezza per Marchionne?

Difficilmente Pruitt e l'amministrazione Trump riusciranno a sbarazzarsi delle decisioni prese dall'amministrazione Obama durante gli ultimi mesi di governo senza esporsi ad eventuali azioni legali degli ambientalisti. 

Tuttavia, con Pruitt alla gestione dell'EPA, un negazionista del cambiamento climatico, nonché un acerrimo nemico di Barack Obama, le sorprese potrebbero essere dietro l'angolo.

C'è inoltre da aggiungere che Trump, in sede di campagna elettorale ha minacciato di eliminare la regolamentazione dell'EPA che a suo parere ha soffocato le attività di estrazione di petrolio e gas. Della serie: come cancellare con un sol colpo di spugna le politiche ambientali di Obama.

Fatte queste considerazioni Pruitt e Trump si configurano come i perfetti alleati per Fiat Chrysler che attualmente è sotto investigazione da parte dell'EPA che l'ha accusata di barare sulle emissioni. Attualmente le indagini sono ancora in corso e l'Agenzia statunitense non ha parlato della presenza di un vero e proprio defeat device, ma Marchionne, quando l'EPA ha diffuso pubblicamente di aver messo sotto inchiesta FCA, ha dichiarato di voler risolvere la questione con la nuova amministrazione Trump.

Dodge RAM 1500 Dodge RAM 1500  REUTERS/Rebecca Cook

Di sicuro gli Stati Uniti sono troppo importanti per Fiat Chrysler che proprio nel paese a stelle e strisce fa registrare i maggiori profitti. Resterà da vedere quanto inciderà l'amministrazione Trump nella gestione dell'EPA ma siamo certi che non mancheranno i colpi di scena.