Trump se ne faccia una ragione: l'economia degli Stati Uniti non può fare a meno dell'immigrazione

di 17.11.2016 9:01 CET
Muro USA-Messico
Una parte del muro che separano gli Stati Unti dal Messico visto dalla periferia di Ciudad Juarez REUTERS/Jose Luis Gonzalez

Il neo-presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che, una volta preso l’incarico a gennaio, è pronto a imprigionare o deportare fuori dal paese 3 milioni di immigrati irregolari. La proposta di Trump è mirata verso gli immigrati senza documenti che hanno commesso crimini, tuttavia la sua retorica contro l’immigrazione ha sollevato molte preoccupazioni in un paese dove ben 11 milioni di immigrati irregolari contribuiscono all’economia.

Il tema è stato uno dei suoi cavalli di battaglia nel corso della campagna elettorale, sostenendo che gli immigrati irregolari danneggiano l’economia riducendo i salari e rubando posti di lavoro ai lavoratori statunitensi. Possiamo dire che quello che sostiene è corretto? Ecco quanto sappiamo:

L'IMMIGRAZIONE PORTA VIA LAVORO E CONTRIBUISCE AD ABBASSARE I SALARI

A difesa di Trump, possiamo dire che una fetta di cittadini statunitensi sono stati economicamente colpiti dai lavoratori irregolari. Mentre l’immigrazione agisce sull’economia nel suo insieme, c’è una classe di lavoratori che entra direttamente in competizione con i lavoratori immigrati ed è quella dei giovani con basse competenze che non hanno avuto modo di terminare le scuole superiori. I salari per questo gruppo di persone sono diminuiti del 6 per cento, secondo il rapporto effettuato nel 2013 dall’economista di Harward George J. Borjas. Non c’è quindi molto da stupirsi se questo gruppo demografico ha votato Trump nell’elezione presidenziale.

L'IMMIGRAZIONE MIGLIORA L'ECONOMIA NEL SUO INSIEME

Borjas sostiene inoltre che l’immigrazione irregolare ha contribuito a migliorare il benessere dei cittadini americani dell’1 per cento. Nel 2006 George W. Bush ricevette una lettera aperta firmata da 500 economisti (compresi 5 premi Nobel). “Anche se una piccola porzione di cittadini potrebbe avere ripercussioni negative a causa dell’immigrazione, la maggioranza degli americani riceve dei benefici dai contributi che gli immigrati portano all’economia, e aiutano ad abbassare i prezzi al consumo”, è riportato nella lettera. Gli immigrati hanno espanso la forza lavoro del 47 per cento tra il 1994 e il 2014, stando all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

ALCUNE INDUSTRIE SONO DIPENDENTI DAI LAVORATORI IRREGOLARI

Alcuni settori dell’economia hanno tratto senza ombra di dubbio dei benefici dal lavoro irregolare. Circa la metà dei lavoratori addetti alla raccolta non hanno i documenti in regola, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura. Una politica che prevede la deportazione di massa avrebbe effetti devastanti sul settore agricolo e si tradurrebbe in un aumento dei prezzi di beni di prima necessità come frutta e verdura. Anche i settore delle costruzioni e dei servizi beneficiano di un alto numero di lavoratori irregolari.

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LA DEPORTAZIONE DI MASSA SAREBBE PARTICOLARMENTE COSTOSA

Parte del dibattito sull’immigrazione si è giocato sui costi dei lavoratori irregolari. Borjas ha stimato che l’aumento complessivo della ricchezza netta della popolazione di circa 50 miliardi di dollari grazie al “surplus dell’immigrazione”, compensa la perdita fiscale di circa 50 miliardi di dollari dovuta alla differenza negativa di quello che pagherebbero gli immigrati se fossero completamente in regola. In pratica l’economia è come se si auto bilanciasse. Tuttavia, una politica di deportazione di massa costerebbe al governo circa 400 miliardi di dollari e contribuirebbe a far diminuire il PIL degli Stati Uniti di circa mille miliardi di dollari, secondo quanto sostenuto dal think tank American Action Forum.

L'IMMIGRAZIONE PUÒ PORTARE BENEFICI A TUTTI

Piuttosto che concentrarsi sul numero di immigrati che gli Stati Uniti riescono ad accogliere, Borjas si focalizza sul diminuire il loro impatto economico sui lavoratori nati nel paese. L’economista suggerisce di tassare le industrie che fanno largamente uso degli immigrati e usare i ricavi per aiutare i lavoratori statunitensi che sono rimasti tagliati fuori. È inoltre importante ricordare che i benefici dell’immigrazione vanno oltre alla politica fiscale e si estende alla contribuzione sociale. L’immigrazione ha inoltre contribuito a portare nuove idee e a costruire la struttura culturale del paese, come dimostrano numerosi studi.