Trump vuole sospendere le sanzioni alla Russia e attacca la politica di una sola Cina

di 15.01.2017 9:03 CET
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Donald Trump, 45° presidente degli Stati Uniti REUTERS/Mike Segar

Il Presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di essere disposto a lavorare con la Russia e che potrebbe predere in considerazione l'ipotesi di eliminare le sanzioni contro Mosca imposte dall'amministrazione Obama nel dicembre scorso. Ha inoltre dichiarato di voler abolire la politica di “una sola Cina”, cosa che rischia di irritare Pechino e influenzare le già tesissime relazioni bilaterali.

Le sanzioni imposte di recente per i presunti attacchi informatici di Mosca, nonostante tutto, non sarebbero invece toccate “almeno per un periodo di tempo”, secondo quanto dichiarato da Trump al Wall Street Journal venerdì 13 gennaio. Secondo quanto è emerso le attività di hacking avrebbero avuto il fine di influenzare le elezioni presidenziali degli Stati Uniti che si sono tenute nel mese di novembre.

Trump ha suggerito che potrebbe cancellare le sanzioni alla Russia qualora questa aiutasse gli Stati Uniti a combattere il terrorismo e a raggiungere gli altri obiettivi ritenuti importanti da Washington. “Se si va d'accordo e la Russia vuole davvero aiutarci, perché mantenere le sanzioni se si stanno facendo veramente grandi cose?” ha chiesto Trump.

Ha inoltre dichiarato di augurarsi di incontrare il presidente russo Vladimir Putin poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, previsto per il 20 gennaio.

“Capisco bene che vogliano incontrarmi, sono completamente d'accordo su questo” ha detto il presidente eletto.

Relativamente ai rapporti con Pechino ha dichiarato che “tutto è in fase di negoziazione, compresa la politica di una sola Cina”, un chiaro riferimento alle questioni riguardanti Taiwan. La politica estera verso Taipei, che Pechino considera come una sua provincia traditrice, è stata alla base dei rapporti tra Stati Uniti e Cina per decenni. La possibilità che Washington possa cambiare posizione sulla questione ha allarmato molto la Cina, per cui Taiwan rappresenta una questione delicata.

Trump ha fatto arrabbiare la Cina quando ha violato il protocollo diplomatico partecipando ad una conference call con il Presidente democratico di Taiwan Tsai Ing-Wen nel dicembre dello scorso anno. Bisogna considerare che dal 1979 gli Stati Uniti hanno riconosciuto l'esistenza di una sola Cina, di cui fa parte anche Taiwan.

In passato Trump ha accusato la Cina di manipolazioni valutarie e detto anche di voler classificare il paese come unico. Nonostante ciò nella sua intervista con il Wall Street Journal di venerdì ha dichiarato che non se ne occuperà, almeno dal momento in cui prenderà pieno possesso del ruolo.

“Vorrei parlare con loro: sono certamente dei manipolatori, ma non ho intenzione di farlo” ha dichiarato il repubblicano.

“Invece di affermare che 'stiamo svalutando la nostra moneta' loro dicono che 'la nostra moneta si sta svalutando'. Non è così. Lo fanno apposta. Le nostre aziende ora non possono competere con la loro perché la nostra moneta è forte e ci sta uccidendo” avrebbe detto Trump.